L’onorevole all’ospedale vuole una stanza tutta per lui – di Leonardo Cecca

In questi giorni sta montando la polemica su un increscioso fatto accaduto il mese di giugno presso il Policlinico Umberto I: all’atto del ricovero di un "onorevole" senatore, non essendovi stanze libere, per rispetto della privacy dell’illustre malato, si è creduto opportuno liberare una stanza occupata da due pazienti e democraticamente trasferirli in un’altra stanza ove già ne risultavano ricoverati quattro. Fatto il trasloco, la stanza è stata rimessa in ordine di tutto punto, disinfettata e profumata per ricevere l’illustre parlamentare.

Sembra che la decisione, della quale sia il Policlinico sia l’onorevole, compreso lo staff, non parlano, sia dettata da problemi legati alla privacy ed alla sicurezza personale di cotanto ospite. Orbene, viene da chiedersi il perchè di tanto pettegolezzo e di tanta meraviglia in merito ad un simile evento.

Non sono forse i parlamentari quei personaggi che noi mandiamo ad occupare le poltrone per fare gli interessi nostri e della nazione e che per tale scopo ricevono laute prebende, uffici, portaborse, benefici a non finire e spesso e volentieri scorte ed auto blu?

Ebbene, ora di punto in bianco li vogliamo mescolare, specialmente quando hanno qualche malanno, con i cittadini normali, con coloro che non godono di alcun privilegio se non quello, nel caso specifico, di farsi compagnia in sei in una stanza?

Queste persone che sono, nella stragrande maggioranza, un danno per le istituzioni e per gli italiani alla fine credono davvero di essere qualcosa di prezioso e, pertanto, meritevoli di ricevere tutte le attenzioni e cure anche se questo arreca danno e/o disturbo agli altri. Sorvolo sul nome "dell’onorevole" che ha dimostrato proprio di non avere cognizione del significato di tale termine ed anche sul partito che se fosse un partito serio già lo avrebbe espulso, in quanto questo ignobile modo di fare accomuna la maggior parte dei nostri politici i quali, tronfi del titolo e/o dell’incarico ricoperto, non si degnano nemmeno di pagare ciò che vogliono in più (tipo camera singola), ma lo pretendono. C’è proprio da vergognarsi.

Che dire della Dirigenza del Policlinico Umberto 1? Una sola cosa: accumuliamola alla vergogna e mandiamo a casa chi si è dimostrato un leccapiedi. Se un medico e/o una struttura sanitaria si abbassa a non considerare i malati tutti uguali significa che siamo ben lontani dall’essere un paese civile e non si venga a parlare a vanvera di privacy, in quanto tutti ne hanno diritto e non solo le persone note, anzi sono convinto che proprio i politici devono godere in ugual misura di quello concesso agli altri.

Sarebbe stato opportuno che al Policlinico qualcuno, rammentandosi di un battuta di Totò, avesse risposto  alla richiesta del "dovuto" trattamento di rispetto: "onorevole?, ma mi faccia il piacere!".