L’Italia allo sfascio, ma Renzi pensa ai gay – di Leonardo Cecca

Vorrei esprimere qualche considerazione sull’attuale premier. Non è mai domo e continua imperterrito con le sue simpatiche chiacchiere in un altrettanto simpatico accento fiorentino. Non si scoraggia davanti a niente ed alla fine credo che gli si farà un monumento per la "chiacchiera". Sulla riforma del lavoro ha concluso poco o niente, ma tanto gli è bastato per gridare vittoria per l’intesa raggiunta con i sindacati, tanto è vero che la Camusso e Landini minacciano scioperi.

Le ultime trovate sono dello scorso 10 ottobre, quando, dopo aver parlato dei gravi problemi del lavoro, ha affermato: "Dobbiamo rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita, se non ci riusciremo sarà solo colpa nostra”. E ancora: “necessita rimuovere i blocchi burocratici che impediscono di far partire le opere pubbliche". Inoltre, forse rammentando qualche scritta che faceva mostra durante il ventennio, tipo "Tutte le mete saranno raggiunte" e/o "vinceremo", si è lasciato andare con: "da qui a 20 anni, se avremo un Paese che fa le scelte giuste, io immagino che saremo un Paese leader, che continueremo ad essere un Paese leader in Europa". Come dire: "Se non piove forse c’è bel tempo". Si tratta solo di una mera quisquilia fare scelte giuste.

Un’altra cosuccia che Renzi, essendo di sinistra, vuole ignorare, è che attualmente, per scelta, non abbiamo fonti energetiche e, pertanto, saremo sempre portati per la cavezza. Eccedendo nel parlare poi finisce anche per sbrodolarsi ed infatti, facendola fuori dal vaso, ha esternando l’illuminata idea: "al più presto faremo una legge sulle nozze gay". Qualcuno potrebbe dire: "Renzi, ma che bischerate tu dici?". Con i tantissimi ed urgenti problemi da risolvere vai anche a pensare a quelli marginali che, nella realtà, non esistono. Basta leggere su qualsiasi dizionario cosa c’è scritto alla voce famiglia e mettere da parte le ridicolaggini che coloro che si definiscono progressisti ed innovatori smerciano ad ogni sospiro.

Non ho nulla contro i gay ed il loro desiderio di vivere insieme, lo facciano, e per quanto riguarda la convivenza e tutto il resto si rechino da un notaio e non dal sindaco. Questo è l’ennesimo esempio della ridicolaggine dei nostri politici: è bastato che Fi aprisse uno spiraglio sui gay che subito la sinistra, “progressista e futurista”, ha sentito la necessità e l’obbligo morale di far diventare lo spiraglio una finestra. Questa sarebbe politica seria?