Italiani nel mondo, se un eletto all’estero tradisce i suoi elettori – di Nello Passaro

La teoria esposta dal nostro rappresentante del PD eletto all’estero, on. Marco Fedi, nella lettera di risposta al direttore di ItaliaChiamaItalia, Ricky Filosa, secondo la quale sussiste un’esigenza primaria da parte di un membro della maggioranza di governo di garantire, a prescindere, la tenuta dell’esecutivo, palesa, a mio avviso, una subordinazione preconcetta non condivisibile, soprattutto se vista in un’ottica diversa. Ma io, ovviamente, non sono un politico e non posso capire.

Il meccanismo, soprattutto nella pratica quotidiana, all’interno del nostro sistema politico italiano, è veramente farraginoso, molto articolato, complesso, ricco di contraddizioni, spesso opportunistiche. Per molti cittadini mortali, come il sottoscritto, diventa estremamente difficile concepire questi assiomi, sarebbe quasi da arroganti avere addirittura la presunzione di capire.

E’ più che ovvio che i nostri politici, i rappresentanti del popolo, sanno meglio di noi cittadini come governarci, altrimenti perchè li abbiamo eletti? E’ più che ovvio che capiscano i nostri bisogni meglio di noi e che il loro vero intento sia unicamente quello di adoperarsi per venirci incontro, di renderci la vita meno complicata, e sanno ovviamente meglio di tutti come affrontare ed esercitare il loro ruolo. Sono proprio loro che concepiscono e capiscono, per nostra fortuna, questi meccanismi!

Prendo atto con compiacimento del fatto che anche il nostro eletto all’estero, come tutti i suoi colleghi eletti oltre confine che non hanno ritenuto opportuna una loro presa di posizione alla lettera a cui ha dato riscontro il loro collega, si senta con la coscienza a posto. E’ veramente confortante sentire da un nostro rappresentante di aver fatto tutto il suo dovere nei confronti dei suoi elettori e che solo per opportunità politica abbia subordinato il suo comportamento al meccanismo  esistente all’interno dei palazzi romani e dei loro comodi soggiorni. Era questo il senso della sua affermazione o mi sbaglio?

Mi sia tuttavia consentito dissentire, sperando di non essere l’unico, rispetto al punto di vista del nostro illustre rappresentante. Io credo che, indipendentemente dal contesto in cui il politico eletto viene ad interagire, debba innanzitutto rispettare il ruolo per il quale è stato eletto e portare avanti, nell’interesse e nel rispetto dei suoi elettori, le prerogative per il quale egli è stato mandato in Parlamento. In caso contrario tradisce i suoi elettori e manipola il suo mandato per interesse di parte.