Italiani nel mondo, Paglialunga (MAIE): “Rete consolare a pezzi, non ce la facciamo più”

“La nostra rete consolare è sempre più disastrata: è necessario al più presto rivedere i tagli targati Pd che hanno ridotto all'osso le risorse a disposizione, sia in termini umani sia economiche”

Juan Carlos Paglialunga (Membro CGIE e Coordinatore MAIE Patagonia Argentina) ha rilasciato una nota in cui segnala la situazione critica della rete consolare in questa circoscrizione, che è la più estesa del mondo.

“Negli ultimi anni i servizi consolari sono stati pesantemente pregiudicati da una politica che sta distruggendo la nostra rete consolare. Non voglio muovere critiche al personale e ai funzionari che danno il meglio di se stessi  in condizioni precarie, ma alla scarsa visione del governo italiano, che non capisce l’importanza di garantire ai nostri connazionali un servizio all’altezza del ruolo del nostro Paese nel mondo. Com’è possibile che una delle grandi potenze mondiali, l’Italia, che tra l’altro a breve ospiterà il G7, non abbia una rete consolare dignitosa ed efficiente?”.

Paglialunga prosegue: “A Bahia Blanca, come premio all’impressionante crescita demografica degli italiani residenti nella circoscrizione, da 6 persone di ruolo impiegate in consolato si è passati a 4: ma solo nominalmente perché, in realtà, ce ne sono solo 2, 2 posti sono scoperti; sembra che nessuno li voglia ricoprire. Di più, entro la fine dell’anno se ne andrà anche il cancelliere contabile: cioè rimarrà soltanto il Console a far fronte alle richieste di 65.000 connazionali”.

Al centro, nella foto, Juan Carlos Paglialunga
Al centro, nella foto, Juan Carlos Paglialunga

La situazione è drammatica. Un tempo avevamo due direttori didattici, un segretario ed un docente, figure fondamentali per la promozione della nostra lingua italiana; ancora pochi, a dir la verità, ma almeno riuscivano ad occuparsi delle lezioni e dell’organizzazione di eventi culturali in tutta la circoscrizione consolare della Patagonia. Oggi, non rimane più nessuno a svolgere questo prezioso lavoro; c’è solo un “direttore”  residente a  Buenos Aires che segue “metà territorio argentino”,  mentre la parte amministrativa è affidata al personale del consolato.

Nella nostra circoscrizione ci sono 6 provincie più una parte della provincia di Buenos Aires, operano 17 consoli onorari, che cambiano continuamente perché stanchi di questa situazione e perché è sempre più difficile trovare persone che vogliano coprire questo ruolo nelle condizioni attuali”.

“I tempi per ottenere servizi – denuncia l’esponente del MAIE – sono sempre più lunghi: per le richieste di passaporti, i turni vengono rilasciati a 7 mesi; per le cittadinanze, chi si prenota per un appuntamento oggi ottiene turni per settembre. Questi servizi, poi, vengono sospesi quando il numero di richieste raggiunge il limite massimo espletabile dal personale disponibile; e non parliamo delle emergenze dei turisti (che sono sempre più numerosi in tutta l’estensione della Patagonia)”.

La nostra rete consolare è sempre più disastrata: è necessario al più presto rivedere i tagli targati Pd che hanno ridotto all’osso le risorse a disposizione, sia in termini umani – personale di carriera e a contratto – sia economiche, perché noi italiani all’estero – conclude Paglialunga – non ce la facciamo più”.