Italiani nel mondo, Micheloni (Pd): ‘noi eletti all’estero impopolari, non so quanto resteremo’

Claudio Micheloni, senatore eletto all’estero con il Pd, si sfoga durante la presentazione Palazzo Madama del libro "Tutto il fuoco del mondo" di Paolo Alberto Valenti, che racconta il lavoro quotidiano del contingente militare italiano in Afghanistan.

"Dal 2006 esistono sei senatori per le comunità italiane nel mondo – dice Micheloni -, la realizzazione di una vecchia speranza esistente già dagli anni cinquanta, ma non so se resteremo ancora molto, perché non siamo molto popolari, vedendo quello che succede con la Costituzione".

Quello di Valenti è per il senatore un libro che mette tutti "di fronte a uomini che sono un grande realtà" e verso i quali "abbiamo pochi collegamenti", per colpa dei media italiani, ma soprattutto per colpa "dell’assenza del senso di appartenenza, di comunità, di stato, che ho trovato nel 2006 quando sono entrato qui dentro".

Spiega Micheloni: "Da 55 anni vivo legalmente in Svizzera e purtroppo nella comunicazione gli eletti all’estero sono visti come elementi di cabaret, ma gli italiani all’estero sono un’altra cosa: noi italiani nel mondo siamo integrati, siamo diventati pezzi dei Paesi in cui viviamo, delle loro culture ed economie, ma ci sentiamo italiani, abbiamo un senso di appartenenza e i nostri genitori ci hanno trasmesso questi valori. Siamo 5-6 milioni di italiani, ma nel mondo ci dicono che esiste un’altra Italia". Eppure, continua il presidente del Comitato per gli italiani all’estero in Senato, "io non sono sicuro che in Italia avremmo avuto la stessa coesione nazionale che ho visto in Francia all’indomani degli attentati a Charlie Hebdo e a Parigi".