Ci mancava solo questa. Da un gruppo di cosiddetti “saggi” ci si aspetterebbero sagge decisioni. Eppure, nella relazione finale del gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali – gruppo composto da Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello, Luciano Violante – fra le altre cose si propone, citiamo, “di eliminare le circoscrizioni estero, prevedendo il voto per corrispondenza, assicurandone la personalità e la segretezza”. I saggi dunque vorrebbero cancellare la circoscrizione estero e i suoi rappresentanti in Parlamento. Stop agli eletti oltre confine, l’Italia non ne ha bisogno.
La relazione si può leggere in maniera integrale sul sito del Quirinale. Nel documento, una nota precisa: “Mario Mauro (capogruppo di Scelta Civica in Senato, ndr) dissente sulla proposta di eliminare le circoscrizioni estero, ma propone di rivedere i criteri per le elezioni. Ritiene che proporre l’eliminazione della circoscrizione estero e dei suoi rappresentanti, adducendo ragioni di violazione dei principi della democrazia rappresentativa e di illeciti connessi all’esercizio del diritto del voto oltre confine, non giustifichino l’eliminazione di uno strumento che, se opportunamente reso più funzionale e trasparente, permette di mantenere un rapporto con una parte significativa delle comunità italiana, ancora di più al giorno d’oggi che per necessità o per opportunità è ricominciato a fluire un consistente flusso migratorio verso l’estero”.
Sembra incredibile, ma è così. Proprio dal gruppo di lavoro formato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, viene fuori una proposta del genere. Che naturalmente non trova d’accordo il mondo dell’emigrazione, le istituzioni legate agli italiani nel mondo, e – ovvio – i parlamentari eletti all’estero. E’ un attacco all’universo degli italiani residenti oltre confine che non ci aspettavamo proprio da parte di “saggi” al servizio del Paese. Ma evidentemente la circoscrizione estero ha sempre più nemici. Ora toccherà al nuovo capo dello Stato e alle forze politiche, in Parlamento, esprimersi sui punti presentati dal gruppo di lavoro. Ma una cosa è certa: circoscrizione estero e eletti oltre confine sono più in bilico che mai. Chi ama gli italiani nel mondo, chi pensa che è giusto che in Parlamento milioni di connazionali vengano rappresentati da propri parlamentari, chi crede che un italiano oltre confine non possa essere considerato italiano di serie B, si faccia sentire ora. E lo faccia con costanza, ogni giorno, in maniera martellante. Perché più si aspetta più c’è il rischio che certe proposte assurde vengano davvero prese in considerazione e diventino realtà.
































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