Italiani all’estero, Schiavone (CGIE): “All’interno dell’UE un’Agenzia europea per i cittadini in mobilità”

"Parlare dei diritti dei lavoratori è un passaggio obbligato, perché nelle difficoltà sanitarie sono emersi dei problemi che hanno messo in ginocchio le certezze”

Michele Schiavone, Segretario Generale CGIE

Michele Schiavone, Segretario del Consiglio Generale degli italiani all’estero, durante la sesta riunione online dell’assemblea plenaria del CGIE dal titolo “Gli italiani all’estero e il mercato del lavoro al tempo del Covid-19”, ha dichiarato: “E’ necessaria una riflessione sul fenomeno del mondo del lavoro e dei diritti dei lavoratori in mobilità o stanziali in giro per il mondo. Il fenomeno migratorio è coinvolto in questa trasformazione epocale per la quale occorrerà avere una visione di lungo periodo: le modalità di lavoro, i diritti e il senso di comunità negli ultimi mesi sono cambiati”.

“Parlare dei diritti dei lavoratori è un passaggio obbligato, perché nelle difficoltà sanitarie sono emersi dei problemi che hanno messo in ginocchio le certezze e in grande difficoltà i tempi e i modi del lavoro, che richiedono misure nuove per affrontare quelle che dovranno essere le norme durante la ripresa”.

Il mondo del lavoro e dei diritti, ha sottolineato Schiavone, è “l’architrave che accomuna le nostre comunità nel mondo e il nostro Paese”. Il Segretario CGIE ha ricordato la “situazione emergenziale da affrontare” con una “disoccupazione galoppante. E’ necessario capire come affrontare queste fasi emergenziali e pensare come ricostruire la società post pandemia”.

Per Schiavone “all’interno dell’UE sarebbe utile un’Agenzia europea che lavori per seguire le politiche dei cittadini in mobilità: è l’obiettivo che perseguiamo”.

Secondo la consigliera del CGIE Maria Candida Imburgia (Ital-Uil) sono necessarie “tutele più stringenti e specifiche alla luce dei cambiamenti epocali, che andranno a impattare soprattutto sui soggetti più deboli, e quindi anche su una parte dei tanti italiani all’estero che continuano a chiedere assistenza”.

“Sono tanti – ha aggiunto – coloro che lavorano occasionalmente in un altro Paese: è importante fare il punto della situazione per capire gli ambiti di intervento, comprendere cosa sia accaduto in questi mesi ai lavoratori e quali siano le politiche di welfare adottate dall’Unione europea”.