Italiani all’estero, Ferretti (MAIE) a ItaliaChiamaItalia: Congresso a Londra per progettare il futuro

A fine ottobre è previsto il terzo Congresso del MAIE in Europa. Il Movimento Associativo Italiani all’Estero, fondato e presieduto dall’On. Ricardo Merlo, mentre la politica italiana è in tilt, guarda dritto per la sua strada e pensa a rafforzarsi oltre confine. Proprio in vista del Congresso MAIE, che si terrà a Londra, dopo l’intervista a Luigi Billè, Coordinatore MAIE UK, ItaliaChiamaItalia ha voluto sentire Gian Luigi Ferretti, Coordinatore del MAIE nel Vecchio Continente.

Gian Luigi Ferretti, tre congressi in un anno, per il MAIE Europa. Tanta è la voglia di incontrarsi e discutere insieme?

“E’ una voglia che c’è sempre, una fiamma che mai si spegne per chi, come noi, ha vera passione. Se potessimo ci incontreremmo una volta alla settimana. Purtroppo i viaggi costano come costano gli alberghi ed i ristoranti. E ci paghiamo tutto da soli… Lo facciamo, appunto, per passione e impegno volontaristico”.

Il congresso servirà anche a programmare e studiare iniziative e strategie in vista delle prossime sfide elettorali?

“Naturalmente valuteremo nuove iniziative e strategie, è proprio per questo che ci riuniamo. Sicuramente non perderemo tempo con liturgie da vecchi partiti ottocenteschi. Noi – sottolinea Ferretti a colloquio con Italiachiamaitalia.it – siamo un movimento giovane e fresco, non abbiamo tessere, non abbiamo statuti macchinosi. Da noi gli incarichi sono di natura fiduciaria, non sono titoli, premi o medaglie, ma rappresentano l’impegno a lavorare in un settore specifico o in un determinato territorio. Diamo il benvenuto a chiunque si avvicini a noi dichiarando di volersi impegnare, non gli chiediamo mai da dove viene ma solo se vuole camminare assieme a noi verso i nostri obiettivi. Gli diamo fiducia e lo mettiamo alla prova. Se poi ad un certo punto decide di non avere più voglia di impegnarsi, come è successo in un paio di casi, se ne può uscire tranquillamente e amici come prima. Da noi non sono previste le categorie dei traditori e dei traditi”.

Si è parlato anche di recente della possibile abolizione della Circoscrizione estero. Ricardo Merlo, presidente del MAIE, ha più volte detto che abolirla sarebbe addirittura meglio, perchè tale circoscrizione rappresenta in realtà – a suo dire – una "cintura" per gli italiani nel mondo (non è in discussione il voto all’estero, infatti, ma – appunto – solo la circoscrizione). Il Pd invece difende la circoscrizione estero a spada tratta. Perchè, secondo te, un approccio così diverso alla questione da parte delle due forze politiche?

“Il ragionamento dell’On. Merlo, che condivido, parte dalla difesa della Circoscrizione estero per arrivare alla constatazione che, se questa battaglia dovesse essere persa, il MAIE avrebbe comunque buone possibilità di eleggere parlamentari con l’attuale sistema elettorale. Se poi verrà modificato, vedremo. Alle ultime elezioni ad esempio il Centro Democratico di Tabacci (coalizione Bersani) alla Camera ha avuto 167.000 voti ed ha eletto 8 deputati. Se consideriamo che il MAIE ha avuto 140.000 voti di italiani all’estero e questi hanno parenti e amici in Italia, si potrebbe realisticamente verificare che il MAIE, entrando in una coalizione (a qualunque coalizione fanno gola tanti voti), potrebbe addirittura moltiplicare per 4 la sua attuale rappresentanza parlamentare. Il PD? In questo caso quando parli del PD ti riferisci al Dipartimento Italiani nel mondo di quel partito, di cui fanno parte gli attuali parlamentari, che sanno benissimo come, una volta eliminata la Circoscrizione estero, non avrebbero nessuna possibilità di essere rieletti perché ben difficilmente il loro partito li metterebbe in lista davanti ai ‘residenti’, ma solo in una posizione – diciamo – ‘simbolica’”.

Sei anche membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Il segretario generale Carozza ha detto che si dimetterà se non verranno indette le elezioni di Comites e CGIE entro le prossime settimane. Qualche consigliere CGIE ha invitato tutti i membri del Consiglio – ma anche tutti i componenti dei Comites di tutto il mondo – a dimettersi, se ancora una volta il rinnovo degli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo verrà rinviato. Tu come la vedi?

“Intanto avrei apprezzato di più se Elio Carozza questa sua decisione l’avesse comunicata all’Assemblea generale del CGIE anziché in un’assise del suo  partito (il Pd, ndr). Dimissioni di massa? Un’arma spuntata, buona solo per propaganda a buon mercato. Nella storia dell’umanità ogni tanto qualcuno lancia l’idea, ma il risultato è sempre molto simile a quanto successo ultimamente con le annunciate dimissioni, dei parlamentari prima e dei ministri poi, del PdL. Senza contare che qualora si dimettessero tutti i Consiglieri, la legge prevede comunque il subentro dei primi dei non eletti. Ricordo che anni fa, per protestare contro l’occupazione di tutte le cariche del CGIE da parte della sinistra, noi allora di centro-destra decidemmo di dimetterci tutti. Come tu stesso hai scritto in qualche occasione, caro Direttore, finì che io, sì, mi dimisi immediatamente, ma rimasi l’unico dimissionario, resistetti per mesi e poi rientrai con la coda fra le gambe. Tutto ciò premesso, ritengo vergognoso che da quasi quattro anni venga impedito il rinnovo degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero malgrado una legge vigente dello Stato lo preveda. E’ una chiara manovra – conclude Ferretti – per indebolire e delegittimare sia CGIE che Comites da parte di chi non ha il coraggio di abolirli”.

Twitter @rickyfilosa