Italiani all’estero, Debora Difonzo (MAIE): “Al lavoro per diffondere la cultura italiana in Germania”

Intervistata dal Corriere d’Italia, la coordinatrice MAIE per la Regione del Saarland, in Germania, con delega alla Cultura: “L’identità culturale va preservata”

Debora Difonzo, coordinatrice MAIE per la Regione del Saarland, in Germania, con delega alla Cultura

Cos’è il MAIE? “È un partito politico, acronimo di Movimento Associativo Italiani all’Estero, fondato dal Senatore, Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo. Si occupa principalmente di tutelare i diritti degli Italiani all’estero, nonché di promuoverne la lingua e la cultura”. Parole di Debora Difonzo, coordinatrice MAIE per la Regione del Saarland, in Germania, con delega alla Cultura, intervistata dal Corriere d’Italia.

Qui di seguito ItaliaChiamaItalia vi propone l’intervista integrale.

In che cosa si differenzia il MAIE dalle altre associazioni per la promozione e la cultura della lingua all’estero?

Il MAIE si prefigge di mantenere saldi e uniti gli italiani. I tanti italiani che ci sono nel mondo devono avere la possibilità di sentirsi veramente italiani. Vivendo all’estero può capitare di perdere, in un modo o nell’altro, le proprie radici. È necessario, tuttavia, che le loro radici vengano mantenute e ciò, per esempio, è possibile fornendo corsi di lingua. In questo modo i figli degli italiani nati all’estero o anche trasferitisi in seguito dall’Italia, possono mantenere e/o conoscere la propria lingua e le proprie tradizioni che, ahimè, spesso vanno perdute. Mi è capitato di conoscere moltissimi italiani, nati e cresciuti all’estero, che spesso hanno, veramente, crisi di identità perché non si sentono al 100% italiani: in Germania vengono considerati italiani, mentre in Italia, tedeschi. Secondo me questo nasce da un’insicurezza legata al fatto di non conoscere bene la lingua e neanche le tradizioni che appartengono al loro paese di origine. Bisogna quindi dare forza, infondere sicurezza a questi italiani in modo che si sentano italiani a tutti gli effetti.

Come ti sei avvicinata al MAIE?

Mi sono avvicinata al MAIE perché per me non è semplicemente un movimento politico, bensì una famiglia a cui mi sento di appartenere. Questa appartenenza è frutto del mio entusiasmo, della mia passione di trasmettere la lingua e la cultura italiana all’estero. Ciò non solo agli italiani nati e cresciuti in Germania, ma anche ai tedeschi che amano la nostra lingua. I tedeschi amano l’Italia come paese, dal punto di vista turistico e culturale, ma anche perché hanno a che fare con tanti italiani. Potrei dire che tra italiani e tedeschi c’è, in un certo senso, una vera mescolanza per motivi di amicizia, amore, antenati italiani ma non solo.

Cosa cambia, per te, ora che sei diventata responsabile del MAIE per il Saarland?

Rappresenta un arricchimento dal punto di vista personale. Anche se continuerò con la mia attività di insegnamento, grazie a questa nuova carica potrò lavorare per loro e continuare a diffondere, come coordinatrice MAIE, cultura e lingua italiana nel Saarland.