Italiani all’estero, CGIE verso la fine della IV Consiliatura

Dallo scorso 11 aprile il Consiglio Generale si trova formalmente in regime di prorogatio e continuerà pertanto solo l'ordinaria amministrazione fino all'insediamento della nuova Consiliatura, che non avverrà prima del prossimo autunno

Michele Schiavone, Segretario Generale CGIE

Si è svolta il 14 aprile, a pochi giorni dallo svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, un’assemblea plenaria in videoconferenza, presieduta dal segretario generale Michele Schiavone e con la partecipazione del direttore generale della direzione generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, Luigi Vignali, per discutere dell’esito della consultazione e tracciare un bilancio dei risultati ottenuti dalla IV Consiliatura.

Dallo scorso 11 aprile il Consiglio Generale si trova formalmente in regime di prorogatio e continuerà pertanto solo l’ordinaria amministrazione e le riunioni dettate dalle urgenze fino all’insediamento della nuova Consiliatura, che non avverrà prima del prossimo autunno, secondo le previsioni del direttore generale Vignali, a causa delle lungaggini legate alle procedure per la designazione dei venti Consiglieri di nomina governativa.

“La IV Consiliatura, quindi – ha affermato Schiavone – non si conclude ora, ma proseguirà per mezzo di webinar illustrativi dei progetti svolti negli ultimi anni e arrivati a conclusione”, affinché il prossimo CGIE ne faccia tesoro, e riunioni in videoconferenza di coordinamento delle azioni dei Com.It.Es. a fronte dell’emergenza ucraina, cui sarà dedicata anche una riunione del Comitato di Presidenza con la DGIT presso la Farnesina.

“Ciò ha confermato ancora una volta lo spirito di missione dei Consiglieri i quali, pur avendo di fatto terminato il loro mandato, si sono dichiarati unanimemente disponibili a evitare che le collettività italiane all’estero restino prive di rappresentanza durante l’attuale fase di transizione e che si allenti l’attenzione nei confronti delle loro istanze”, fa sapere il CGIE.

Dal dibattito sono emerse in particolare le necessità di: assicurare maggiore trasparenza all’attività delle assemblee Paese, che eleggono il Consiglio Generale, garantendo al tempo stesso agli elettori la possibilità di conoscere meglio i candidati e i loro programmi; individuare una soluzione alla mancata rappresentanza dell’Africa, dell’Asia, del Medio Oriente e del Centro America (al riguardo si è riproposta l’esigenza di una revisione delle tabelle di distribuzione geografica dei Consiglieri); procedere alle riforme delle leggi istitutive di Com.It.Es. e CGIE, adeguando alle mutate esigenze delle collettività all’estero le proposte avanzate dal Consiglio Generale al Parlamento nel 2017; rivedere la Circolare ministeriale del 2013 relativa all’albo consolare, che registra le associazioni ammesse a far parte delle assemblee elettive del CGIE.

Unanime, inoltre, è stato il riconoscimento – in primo luogo espresso dal direttore generale Vignali – “dell’abnegazione e dell’efficace attività di impulso impresso alla Consiliatura uscente dal segretario generale Schiavone, il quale ha perseguito con pervicacia i progetti e le idee innovative nonostante le difficoltà dovute alla pandemia”.

Vignali ha inoltre sottolineato come la Consiliatura uscente si sia caratterizzata per particolare concretezza e per il valore dei risultati conseguiti. Al riguardo, ha posto in evidenza l’importanza dei tanti eventi svolti, tra i quali ha citato il seminario di Palermo, quello delle donne in emigrazione, l’incontro di Matera e, da ultimo, l’Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-CGIE, rimarcando la qualità degli accordi sottoscritti con l’ENIT e il CNEL e dei progetti realizzati, primo fra tutti il documentario prodotto in collaborazione con la RAI, che ha particolarmente apprezzato fornendo la disponibilità della DGIT a contribuire alla prossima edizione.