Ho letto con grande attenzione l’intervista che Vittorio Pessina, responsabile di Forza Italia nel mondo, ha rilasciato alla nostra Barbara Laurenzi. Ancora una volta il senatore azzurro riesce a comunicare entusiasmo e voglia di fare a chi legge, in particolare a chi oltre confine continua a credere – nonostante tutto – alla possibilità di un centrodestra rinnovato.
Mi auguro davvero che ciò di cui parla Pessina nell’intervista possa avverarsi. E mi riferisco in particolare al “fidanzamento” – “non un matrimonio!”, mi direbbe Merlo se fosse qui mentre scrivo – fra il MAIE e Forza Italia.
Ricordo con piacere l’ultimo incontro con Pessina a Roma, poco prima della pausa natalizia. Vittorio era appena uscito dalla sede nazionale di Forza Italia, in piazza San Lorenzo in Lucina, dove era stato anche per parlare di italiani all’estero. Stretta di mano, sigaretta di rito e una tazza di tè bollente, in uno dei caffè presenti nella piazza stessa. Iniziamo così a confrontarci, a discutere del passato di Forza Italia oltre confine, ma soprattutto del futuro. Entrambi, alla fine, ci convinciamo ancor di più che, per provare a ricostruire dalle macerie il centrodestra all’estero, riportandolo ad essere vincente nel mondo, serva anche l’alleanza con il MAIE di Ricardo Merlo.
Personalmente, chi mi segue con attenzione lo sa, sono stato tra i primi a immaginare, e a sostenere, anche pubblicamente, una alleanza tra il partito di Silvio Berlusconi e il Movimento Associativo Italiani all’Estero. E ItaliaChiamaItalia è stata la prima a lanciare questa ipotesi. Ricordo un articolo del nostro Antonio Gabriele Fucilone nel quale si poteva leggere – vado a memoria – della eventualità, vista in maniera positiva, di un’unione fra il MAIE e Forza Italia. Dopo nemmeno un’ora dalla pubblicazione di quell’articolo, il presidente Merlo mi chiamò da Buenos Aires: “Ma cosa pubblicate? Qui in Argentina tutti vogliono sapere, ho i giornalisti locali che mi chiamano per chiedermi se ora il MAIE si stia alleando con Berlusconi!”. Pareva preoccupato, Merlo, sempre molto attento a mantenere salda l’identità, meglio, l’autonomia del proprio movimento.
A distanza di anni, la possibilità di un’alleanza fra il suo partito e quello del Cavaliere non è più fantascienza, ma si sta trasformando in concreta realtà. I diversi incontri che ci sono stati tra Pessina e Merlo parlano chiaro: le dinamiche politiche a cui anche in queste ore stiamo assistendo – con il riavvicinamento tra l’uomo di Arcore e il leader Ncd Angelino Alfano – sono certamente propedeutiche a un centrodestra che guarda al futuro e immagina di ricompattarsi, provando così a contrastare quella sinistra renziana di cui sembra essersi innamorato il Paese (anche se la luna di miele fra Renzi e gli italiani, a guardare i sondaggi, è destinata a finire molto presto). Ecco che allora iniziare a costruire, dopo averla immaginata, un’alleanza tra Forza Italia e MAIE, diventa conseguenza naturale di un processo già iniziato nel centrodestra italiano.
Negli ultimi anni abbiamo visto il partito di Berlusconi all’estero crollare a picco, con il Movimento di Merlo che invece ha saputo conquistare, con il lavoro costante sul territorio e sui media, il mondo dei connazionali all’estero. Allo stesso tempo, Forza Italia nello Stivale resta uno dei maggiori partiti a livello nazionale, e nell’attuale congiuntura politica il suo leader, Berlusconi, è azionista di maggioranza di un governo che senza il sostegno azzurro non potrebbe nemmeno pensare di portare a casa le riforme necessarie al Paese. MAIE e Fi, a guardar bene, hanno bisogno l’uno dell’altra, per sostenersi a vicenda, per avvolgersi in un abbraccio che sia utile agli italiani tutti, compresi quelli residenti nei cinque continenti.
Ecco perché diciamo sì, con convinzione, a un’alleanza tra Forza Italia e il Movimento Associativo. Perché una forza come il MAIE oltre confine può dare molto al partito di Berlusconi; e perché il partito azzurro potrebbe garantire al MAIE di operare in Italia con la giusta forza in difesa dell’interesse degli italiani nel mondo. Alla fine è sempre stata quella la priorità del Movimento di Merlo: l’interesse degli italiani all’estero.
E allora auguriamoci che Pessina e Merlo possano trovare insieme il giusto percorso, che vada nella stessa direzione, che punti a difendere l’italianità ovunque, all’interno dei confini nazionali e oltre le Alpi; e auguriamoci che Berlusconi, quando si troverà davanti il progetto messo in piedi da Pessina, possa dare la propria benedizione. Non farlo sarebbe un grave sbaglio e vorrebbe dire perseverare nell’errore di pensare che gli italiani all’estero non contano nulla. Ma crediamo, in tutta franchezza, che dopo i risultati delle ultime elezioni politiche lo zio Silvio abbia imparato la lezione.





























Discussione su questo articolo