Ovvero: come si fa ad avere ragione al 100% e poi passare dalla parte del torto marcio, riuscendo a fare una figura di Merda di fronte al Mondo intero!
All’inizio della storia, domandammo se non fosse il caso di ritirare l’ambasciatore italiano da New Delhi e mandare a casa quello indiano da Roma, per protestare contro il sopruso effettuato dal governo indiano nel trattenere la nave (poi rilasciata) e i due marò italiani che, in acque internazionali, avevano reagito al tentativo di arrembaggio di un natante, presunto pirata. Allora bisognava manifestare indignazione e fermezza. Allora avevamo tutta l’Europa e la giustizia internazionale a nostro favore. Ma si sa, c’erano accordi commerciali, elicotteri, apparati militari in gioco ed allora, che si fa? Come uso tipicamente italiano, si cerca il nostrano “venimmose incontro: tu me dai ‘na cosa a me ed io te do ‘na cosa a te”. Quando si cade in questo vezzo è come calarsi le braghe e camminare nudi nel mondo. Ora a questo punto, una volta che si è accettato un compromesso con gli indiani, siamo noi i traditori di parola data e loro rivolgono la frittata catalogandoci internazionalmente – ora a ragione – come perfidi ed infidi partners. I due marò, quali militari, dovevano stare in galera in India ed uscirne solo per tornare a casa definitivamente su denuncia mondiale del fatto! Non c’era alternativa! Con l’averli fatti stare bene, con licenze premio, si è fatto il gioco estenuante indiano che ora è parte lesa nell’onore!
Ben ci sta! Impariamo dagli anglosassoni che per questione di principio sono capaci di fare una vera e propria guerra all’Argentina per un’isoletta di quattro gatti, sperduta nell’oceano. Guardate adesso se qualcuno ci riprova. Noi che avremmo fatto? “Chi ha avuto, ha avuto, scurdammece d’o passato…”. Quando chiunque nel mondo ci piglia a pesci in faccia (per dabbenaggine di politici, giornalisti, comici), certe volte ci vergogniamo di essere cittadini di questo Stato!
TERZI, AGIAMO NEL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE "Abbiamo una posizione molto solida, di cui siamo perfettamente convinti non solo noi ma anche molti importanti partner della comunità internazionale, sul fatto che agiamo nel pieno rispetto dell’ordinamento giuridico internazionale e del diritto internazionale, pattizio e consuetudinario". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Giulio Terzi a Gerusalemme, dove si trova per incontrare esponenti politici israeliani, dopo essere intervenuto alla Conferenza di Herzilya. "Mi ha fatto piacere e condivido pienamente – ha aggiunto Terzi – l’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite, riferito dal suo portavoce ieri a New York e da me ripreso in una mia dichiarazione, ovvero l’appello a risolvere questa controversia per via diplomatica, sulla base del dialogo e sui principi del diritto internazionale". "Questa – ha concluso Terzi – è la nostra ferma convinzione".






























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