Italiani all’estero, Di Biagio (Ap) visita Romagnoli (Fi) in carcere. L’azzurro: ‘Sono stato messo in mezzo’

Aldo Di Biagio, senatore di Area Popolare, membro della Commissione per i Diritti Umani, ha visitato lo scorso 2 gennaio Massimo Romagnoli, ex parlamentare del PdL, esponente di punta di Forza Italia in Sicilia e presidente del Movimento delle Libertà, associazione che riunisce tanti connazionali residenti all’estero, in particolare in Europa.
 
Com’è noto, Romagnoli è stato arrestato in Montenegro prima di Natale con la pesantissima accusa di traffico d’armi, su mandato di cattura spiccato dagli Stati Uniti d’America.
 
ItaliaChiamaItalia ha seguito fin da subito tutta la vicenda, pubblicando diversi articoli sul caso, con dovizia di particolari. Abbiamo rivolto anche un appello a rappresentanti della politica e delle istituzioni perchè sia fatta luce sulle responsabilità e Massimo Romagnoli non venga lasciato solo di fronte ad accuse così gravi.
 
Alcuni giorni fa, l’ex parlamentare PdL ha richiesto espressamente all’ambasciatore d’Italia in Montenegro di poter incontrare Aldo Di Biagio. Richiesta accettata dall’eletto nella ripartizione estera Europa, che sotto le feste è salito su un aereo ed è andato a trovare il nostro connazionale nel carcere di Podgorica. Con lui, anche l’avvocato italiano che si occupa del caso, Nicola Pisani.
 
Giornata freddissima, il 2 gennaio, in Montenegro, 17 gradi sotto lo zero. Ma l’incontro con Di Biagio ha certamente riscaldato il cuore di Massimo, che ha potuto così sfogarsi, parlare con Di Biagio della propria situazione e soprattutto ricevere da lui forza e coraggio.
 
Contattato da ItaliaChiamaItalia, Aldo Di Biagio, a proposito dell’incontro con Romagnoli, racconta: “Massimo con me si è potuto sfogare liberamente. Dopo momenti intensi di comprensibile commozione, gli ho fatto coraggio e gli ho fatto capire che doveva essere lucido per affrontare questa situazione nel migliore dei modi”. Durante il colloquio fra i due, era presente anche l’avvocato italiano, “una persona molto qualificata, un professionista di livello, con un grande bagaglio di umanità”. 
 
Spiega ancora il senatore di Area Popolare: “Sono andato a trovare Massimo in carcere perché volevo accertarmi prima di tutto che avesse tutte le attenzioni che merita una persona nella sua situazione. Volevo accertarmi che da parte della nostra ambasciata ci fosse tutta la massima sensibilità e ho notato che l’ambasciatore è stato molto consapevole e molto partecipe, un vero uomo delle istituzioni e questo mi ha fatto molto piacere. Di rado si incontrano ambasciatori così attenti. Già questa è una piccola grande fortuna”.
 
Il carcere in Montenegro è difficile. Molto. Lontanissimi gli standard italiani. “Mi sono accertato che Massimo stesse bene. Si è presentato a me con una giacca e una camicia: ‘Mi sono messo bello per te’, mi ha detto all’inizio del nostro incontro. Si è presentato in maniera assai dignitosa. Ho avuto anche l’opportunità di scambiare due chiacchiere con le guardie carcerarie, conoscendo la lingua, e di trasmettere il fatto che in qualche modo nei confronti di Romagnoli, come per qualsiasi altro italiano in simili condizioni, doveva esserci la giusta attenzione. Anche se non era in effetti necessario farlo, perché l’ambasciata italiana aveva già fatto un ottimo lavoro e per questo si era già creata in carcere una consapevolezza”.
 
Ancora Di Biagio a colloquio con ItaliaChiamaItalia: “La sensazione che ho avuto è stata quella di una grande ingenuità da parte di Massimo, una grande superficialità e leggerezza. Gli ho trasmesso questa mia sensazione. C’è stata evidentemente una sottovalutazione della questione che ha portato a quello che è successo. Ma la cosa più importante per me era fargli sentire la vicinanza di un amico ”.
 
Di Biagio è stato mosso prima di tutto da sentimenti di umanità: “Sotto il profilo umano, mi sento di dargli tutto il mio sostegno. Non è facile per lui affrontare questo momento. ‘Ne uscirai – gli ho detto – con la grande determinazione che hai sempre dimostrato, con la volontà di far valere la tua innocenza’”.
 
Di Biagio, contattato telefonicamente dal nostro direttore, Ricky Filosa, non entra nei dettagli giudiziari della vicenda che, almeno per il momento, è giusto restino nelle mani degli inquirenti. La priorità è capire come è trattato il nostro connazionale, la priorità è la sua salute psico-fisica.
 
Possiamo dire che, al momento, sembra che la richiesta di estradizione da parte degli Usa arriverà entro le prossime due settimane. L’impressione avuta da Di Biagio dopo l’incontro con Massimo è che in qualche modo Romagnoli da tutta questa vicenda “alla fine ne uscirà. Si è lasciato coinvolgere da una situazione che non c’entra niente con la sua vita. Questa è l’idea che mi sono fatto dopo avere parlato con lui”.
 
Insomma, a quanto pare non è accaduto nulla, se non a livello di chiacchiere. Non c’è stato uno scambio di soldi, di merce, niente. Puro fumo.
 
Di Biagio assicura: “Continuerò a fare tutto quello che è nelle mie possibilità sotto il profilo umanitario per garantire l’attenzione necessaria. Anche io, devo ammettere, sono tornato dal Montenegro molto commosso, perché ho capito che la situazione è davvero complessa oltre che assurda sotto tanti punti di vista”.
 
Fisicamente Massimo Romagnoli sta bene. Secondo quanto racconta Di Biagio, ha capito di essere caduto in una sorta di tranello: “Sì, sono stato messo in mezzo”, ha detto l’azzurro.
 
La notizia dell’incontro fra Di Biagio e Romagnoli è stata pubblicata anche da diversi media montenegrini. Ci auguriamo che la visita di Aldo possa in qualche modo servire a interessare altri rappresentanti di politica e istituzioni; e a smuovere le acque all’interno di Forza Italia, il partito a cui Massimo appartiene da anni, e che finora si è mantenuto distante da tutta la vicenda. Anche se in verità pare che proprio in queste ore qualcosa stia cominciando a cambiare…