Elio Carozza, segretario generale del CGIE, non nasconde la sua forte irritazione a margine della sua audizione al Comitato sugli italiani all’estero della Camera: “Siamo delusi e indignati e ci stupisce che un governo come questo, di larghe intese, non abbia dato alcun segnale sul processo di riforme necessarie per le comunità degli italiani all’estero".
"La rappresentanza degli italiani all’estero in questo momento deve affrontare un attacco frontale, un attacco che al Consiglio generale degli italiani all’estero e ai Comites arriva da lontano e già allora noi avevamo denunciato come la messa in discussione di questi organismi avrebbe portato a una totale delegittimazione della rappresentanza. E oggi infatti ci troviamo a dover fare i conti con la volontà di cancellare anche la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero".
Secondo Carozza “il regolamento per il rinnovo dei Comites è irrispettoso per gli italiani all’estero, umilia le comunità ed è subdolo. Ma la cosa peggiore è che il governo è consapevole di questo. In sostanza ci si dice: se non votate con questo sistema rimandiamo ancora il rinnovo dei comitati, se invece accettiamo di votare con queste regole verrà fuori che i Comites rappresenteranno al massimo il 5% degli italiani all’estero e allora si potrà prendere atto che possono essere tranquillamente soppressi". "Con il voto elettronico infatti – aggiunge il presidente del Cgie – si dà la possibilità di votare al 2, massimo 5% degli aventi diritto".






























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