Italiani all’estero, l’arte italiana illumina gli Stati Uniti – di Roberto Zanni

Da ‘One day in Pompei’ a Caravaggio, da Venezia alla Sicilia all’Italia barocca. Da Philadelphia a Portland, da San Francisco a Reno, l’arte italiana continua a correre negli Stati Uniti. Ci sono mostre dall’est all’ovest, appuntamenti importanti, artisti straordinari, ma questa esplosione di cultura italiana in America non si ferma soltanto ai nomi di grande spicco, va a fondo, cerca e trova esempi e testimonianze di una nazione come l’Italia, dove l’arte non smette mai di superare nuovi confini.

Ecco allora che i musei, le gallerie, le università degli Stati Uniti si mobilitano per dare anche agli americani l’opportunità di vedere opere importanti, che hanno fatto la storia o che la potranno fare. Se ‘One day in Pompei’, anche per l’argomento trattato può essere definita la mostra più spettacolare in scena in questo momento negli USA (attualmente sta facendo tappa a Philadelphia) ed è anche la più particolare, non manca nemmeno la riproduzione, sonora, ma non solo, dell’eruzione del Vesuvio, una maniera per trasformare la storia in uno show, appassionante, in un viaggio virtuale, artistico e italiano negli States, non ci si può dimenticare di fare una sosta a Marshall, nel Minnesota, dove c’è la sede della Southwest Minnesota State University.

Nel campus c’è anche la galleria d’arte, si chiama William Whipple Gallery e in questi giorni, fino alla fine del mese, sta ospitando le opere di un artista, italiano ovviamente, Giovanni Lombardini. Si chiama ‘Impulsi’ ed è stata curata da Edward ‘Ed’ Evans, un professore- artista, pittore rinomato, anche lui protagonista in prima persona di mostre che si sono svolte in tutto il mondo, una delle ultime anche in Italia. Evans ha anche creato tutta la parte artistica dell’ateneo di Marshall e ha voluto portare in questa parte degli Stati Uniti le opere di Lombardini. "Una occasione unica – ha spiegato – per gli abitanti del sud-ovest del Minnesota, ma anche South Dakota e nord dell’Iowa. Una opportunità davvero speciale perchè si tratta dell’unica mostra di Lombardini negli Stati Uniti". Lombardini è un artista romagnolo, è nato a Coriano, sulle colline di Rimini, dove vive ancora e dopo aver studiato alla Accademia di Belle Arti di Urbino, nel 1972, un suo lavoro, ‘Scarpe con erba’ è diventato l’immagine per il primo manifesto pubblicato dalla stessa Accademia.

Lombardini ha iniziato il suo percorso artistico partendo dai ‘binari poveristici’, poi dagli Anni Ottanta, la sua ricerca si è spostata si materiali più tecnologici, quindi superfici lucide e non assorbenti, poi calchi manuali di oggetti e persone con carta stagnola dipinta, colata di vernice al rame e bronzo e infine fusioni di ghisa e sapone. Le opere più recenti invece nascono dalla scoperta e dall’uso sperimentale di materiali inconsueti. "Si tratta di una mostra completamente nuova, differente da tutte quelle che le hanno preceduta – ha aggiunto Evans – un artista può essere diverso, ma il lavoro di  Lombardini è unico, fondendo la tecnologia industriale con la auto-espressione creativa. Nella pittura una cosa speciale è raggiungere la luce e Lombardini è in tal senso un maestro". Così la mostra di Marshall ha raccolto l’interesse non solo degli studenti, ma anche degli appassionati d’arte di tutta la regione che sono accorsi numerosi per vedere e capire le opere di Lombardini.

"Che cosa è che mi fa continuare a creare nuove opere? La curiosità di vedere quale sarà il prossimo lavoro – ha spiegato Lombardini – Quali impulsi (è anche il nome della mostra ndc) possono emergere? Si vedono quadro dopo quadro come a essere anche il primo a osservare qualcosa che prima non esisteva ed alla fine puoi toccare, accarezzare, essere riflesso nella opera stessa".

Ecco come l’artista italiano ha cercato di venire incontro alla curiosità dei visitatori, spiegando, dal mondo dell’artista, le emozioni che si avvertono prima, durante e alla fine del percorso che porta alla nascita di una nuova opera. È la prima volta che Lombardini espone negli Stati Uniti e a fare il grande passo l’ha convinto proprio il professor Evans: "Mi ha spinto e incoraggiato – ha aggiunto – anche perchè era convinto che fosse il posto ideale per presentare i miei lavori". E il successo che sta ottenendo la mostra ha dato ragione al professore-artista.