Italiani all’estero, fra Di Biagio e Carozza le differenze ci sono – di Ricky Filosa

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Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato su ItaliaChiamaItalia un articolo del nostro Andrea Verde molto critico nei confronti di Elio Carozza, segretario generale del CGIE, e di Aldo Di Biagio, senatore eletto con la lista Monti nella ripartizione estera Europa. "Carozza e Di Biagio pari sono", secondo Verde. Personalmente, condivido il pensiero di Andrea fino a un certo punto.

E’ certamente vero che Carozza e Di Biagio devono molto alla rete di patronati, di cui hanno fatto parte per anni. Non è un mistero che Aldo abbia in qualche modo utilizzato anche i patronati targati Enas per avere successo in campagna elettorale. Lo stesso vale per Carozza, candidatosi col Pd alle ultime Politiche e presidente dell’Inca Belgio dal 2001 al dicembre 2012; Inca, lo stesso patronato a cui apparteneva Giacchetta, funzionario responsabile di avere truffato decine di pensionati italiani in Svizzera, portando via loro i risparmi di una vita. Sostegno dai patronati da cui provengono, dunque, in entrambi i casi. Ma mi domando: chi non l’avrebbe fatto? Chi non avrebbe utilizzato i propri "agganci" per cercare di prendere più voti e dunque vincere? Questa non mi sembra una novità.

Come non è una novità il fatto che i patronati siano una fabbrica di voti oltre confine. A farla da padrone, in questo caso, è il Pd: abbiamo visto nell’ultima campagna elettorale come i patronati di sinistra "sponsorizzavano" spudoratamente i candidati del proprio partito di riferimento. Tuttavia, io non me la sento fino in fondo di paragonare Aldo Di Biagio a Elio Carozza. Fra i due esistono certamente delle differenze.

Lasciamo perdere l’appartenenza al mondo dei patronati, per un momento, e guardiamo all’impegno nei confronti degli italiani all’estero. E’ innegabile che Di Biagio, da quando è entrato in Parlamento, si sia speso – non senza difficoltà – per dare importanza al tema dell’emigrazione, per portare alla luce i loro problemi, per cercare di risolvere le loro diverse necessità. Personalmente posso non condividere le scelte politiche dell’eletto all’estero, entrato in Parlamento nel 2008 con il PdL, poi passato a Futuro e Libertà, poi membro di Scelta Civica e oggi pronto a dar vita, insieme ad altri, a una nuova formazione politica: ma ciascuno si muove come meglio crede e di questo Di Biagio deve rendere conto solo ai propri elettori. Al di là della casacca di partito, l’ex funzionario Enas è stato protagonista in questi anni di tante battaglie a favore delle comunità italiane oltre confine. Insomma, con la gente che abbiamo a Roma in questa legislatura a rappresentare i connazionali, sparare ad alzo zero su Di Biagio mi pare un po’ azzardato.

Attenzione: ho criticato molto, anche di recente, certe mosse di Aldo, come il suo "slalom" – e quello di Mario Caruso e Fucsia Nissoli – all’interno di Scelta Civica; e più volte sul nostro giornale abbiamo puntato il dito contro di lui, basti ricordare il tempo in cui Di Biagio era coordinatore del PdL nel Mondo: in quel periodo, lo abbiamo davvero massacrato. Ma col senno di poi, per quanto riguarda il PdL, in molti hanno rimpianto la sua gestione, una volta che al suo posto è arrivato Juan Esteban Caselli, ormai – grazie a Dio! – ex senatore.

Carozza? Non ha mai fatto granchè per le nostre comunità. Poco presente a livello mediatico – Di Biagio lo batte 10 a 0 -, è al timone di un Consiglio Generale degli Italiani all’Estero che con lui è diventato un carrozzone smaccatamente di parte, orientato a sinistra; lo stesso Carozza a cui ha dato fastidio il fatto che diversi consiglieri CGIE – almeno una trentina – abbiano chiesto di poter parlare del caso che riguarda i truffati dal funzionario dell’Inca/Cgil Svizzera alla recente Plenaria CGIE e che ha fatto di tutto – per fortuna senza riuscirci – per evitare di dovere affrontare l’argomento, proprio come ha fatto all’ultimo Comitato di Presidenza del Consiglio. Una persona che, nonostante l’incarico che ricopre, agli occhi di chi segue e analizza fatti e comportamenti appare lontano dal mondo dell’emigrazione, di fatto poco interessato a portare avanti anche le battaglie più giuste, spesso poco attento all’interesse generale dei connazionali e più vicino invece a ciò che riguarda la propria parte politica. Secondo il consigliere Riccardo Pinna, Carozza come segretario CGIE "ha fatto il suo tempo, la sua direzione riguardo questo organismo è fallimentare. Ci sta facendo affondare".

Fra Aldo Di Biagio e Erio Carozza le similitudini ci sono: ma restano anche, fra i due, alcune importanti differenze da tenere in considerazione. Perchè certe differenze in politica possono contare, e molto.

Twitter @rickyfilosa