Italiani all’estero, Comites? E’ ora di un vero rinnovamento – di Gerardo Petta

Ho letto con interesse, ultimamente, gli articoli apparsi su ItaliaChiamaItalia a proposito dell’inutilità dei Comites, che da 30 anni non rappresentano minimamente gli interessi della comunità italiana, ma servono oramai solamente alla vanità dei membri che ne fanno parte. Gli articoli letti gridano finalmente al mondo che il re è nudo, gridano che il Comites è diventato inconsistente e sterile, specchio dei suoi membri obsoleti e sorpassati dai tempi. 

Inoltre, come hanno ben evidenziato gli autori di questi articoli, ad essere eletti sono sempre gli stessi individui, grazie ai patronati e alle sezioni dei partiti italiani all’estero, che da decenni si alternano nella distribuzione delle poltrone. In poche parole, se la cantano e se la suonano!

Ma questi sono anche i vizi del solito binomio “immobilismo e oligarchia” che regna negli organi e nelle aziende pubbliche della nostra penisola. Binomio che ha influenzato anche i Comites, in particolar modo quello di Zurigo di cui posso parlare per conoscenza diretta.

I suddetti vizi sono un ostacolo insormontabile per un rinnovamento radicale di cui avremmo, invece, un urgente bisogno. Sarebbe necessaria una legge che impedisca a queste persone, inchiodate da decenni sulle poltrone dei Comites, alberi rinsecchiti di un bosco che è cambiato, di potersi candidare in eterno. Pretendere ciò sarà impossibile. Sperare che si facciano spontaneamente e dignitosamente da parte, un sogno irrealizzabile.

L’unico modo per allontanare questi soggetti, che da un quarto di secolo calcano la scena nel triste ruolo di comparse, è di sfidarli apertamente alle prossime elezioni. In molti dovrebbero scendere in campo. Questi novelli Matusalemme hanno resistito per tanti anni proprio perché nessuno, ad oggi, si è fatto avanti per pregarli gentilmente di farsi da parte.

Se si riuscirà  o no, è un’altra questione, ma non si può assolutamente continuare a fare gli spettatori inermi davanti a uno spettacolo del genere, non si può essere complici di un lassismo che dura da un quarto di secolo. Sarà una sfida difficile; dopo tanti anni queste “eminenze grigie”, ma solo per il colore dei capelli, hanno creato nell’emigrazione una realtà di tipo medioevale, un po’ come i feudatari che non vollero più mollare il territorio ricevuto in dono dall’imperatore e rinunciare di conseguenza alle cariche e ai benefici posseduti. E qui con i Comites è la stessa cosa, ma con un particolare importantissimo: viviamo nell’età contemporanea e non più nel Medioevo. Ecco perché ci sarebbe bisogno di nuove persone, con idee e proposte al passo coi tempi che prendano in mano la situazione e si candidino per i Comites.

Impediamo che tali organismi diventino un ricovero per vecchi addormentati nel bosco, hanno dormito già abbastanza su quelle poltrone, pensioniamoli senza neanche svegliarli. Impediamo a queste comparse di fare ancora scena muta su un palcoscenico troppo rumoroso per i loro sonni, abbassando la testa davanti a chi comanda e friggendo aria per chi li ha votati. Impediamo loro di prenderci ancora in giro, facendoci credere di vegliare sul nostro futuro quando è loro unico interesse continuare a dormire sonni tranquilli. Impediamolo, e mettiamoci in gioco!