Italiani all’estero, chiusa Plenaria CGIE: ombre e luci per rapporto con istituzioni

Il rinnovo dei Comites (da svolgere categoricamente entro il 2014) e la preoccupazione per la razionalizzazione della rete consolare sono state di nuovo al centro dell’ultima giornata dei lavori dell’assemblea plenaria del Cgie, che pure ha visto lo svolgimento delle relazioni delle commissioni tematiche e la pubblicazione di un documento valutativo degli incontri istituzionali alle Camere che hanno preceduto la tre giorni della Farnesina. Valutazioni in chiaroscuro: bene "per il fatto che il confronto sia avvenuto nella chiarezza delle posizioni e scevro da rituali retorici ai quali troppo spesso si ricorre quando si parla di italiani all’estero", meno bene per quanto riguarda prospettive future e, per il momento, atti concreti. In primis sulle ipotesi di riforma.

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero "conferma la sua viva preoccupazione in ordine all’ipotesi, che nella interlocuzione con i rappresentanti del Senato ha trovato chiara conferma, della presenza degli eletti all’estero nella sola camera delle autonomie, in caso di riforma monocamerale del Parlamento. Il Cgie considera le forme della rappresentanza una conseguenza dei diritti di piena cittadinanza degli italiani all’estero". E’ quanto si legge nel documento di valutazione degli incontri istituzionali avuti presso Camera e Senato dal Cgie nei giorni precedenti all’assemblea plenaria.  

Il Cgie "ricorda che nessuna soluzione inerente la rappresentanza può essere avanzata sacrificando la cittadinanza degli italiani all’estero e il principio di parità tra i cittadini, cardine della Carta Costituzionale. L’esclusione dalla Camera che ha il potere di costituire il Governo e di votare le leggi fondamentali dello Stato sarebbe un dimezzamento di cittadinanza – si legge – Per il Cgie la rappresentanza degli italiani all’estero si è storicamente strutturata in tre livelli e tale deve rimanere per dare una voce diretta alla comunità, per consentire un coordinamento a livello nazionale e continentale, per dialogare con tutte le istituzioni dello Stato". 

"L’offerta di un’attiva partecipazione delle comunità italiane all’estero ai processi di internazionalizzazione del Paese non ha avuto risposta concreta. Il Cgie esorta i responsabili del governo a non perdere altro tempo nel coinvolgere direttamente le comunità nei programmi di internazionalizzazione del Paese. Per questo chiede al ministro dello Sviluppo economico Claudio Zanonato, un incontro perché si possa discutere concretamente l’ipotesi di un più diretto coinvolgimento delle comunità italiane all’estero, con più fruttuose ricadute per l’Italia".

"Il confronto con il governo è rimasto al di sotto delle aspettative. La relazione del governo si è mantenuta nell’ambito della consueta ricognizione amministrativa delle problematiche esistenti, non cogliendo la richiesta di un’assunzione di responsabilità politica adeguata alla gravità della transizione in atto". "Il Cgie si rivolge direttamente al presidente del Consiglio (Enrico Letta, ndr) affinché voglia considerare l’opportunità di manifestare con chiarezza l’orientamento del governo in ordine a diritti di cittadinanza e alle istante di rappresentanza degli italiani all’estero".