Italiani all’estero: cara La Marca (Pd), scenda dalle nuvole – di Gian Luigi Ferretti

Ha ragione da vendere Ricky Filosa nel criticare su italiachiamaitalia.it Francesca La Marca, deputata PD eletta nella Circoscrizione Estero – nella ripartizione Nord e Centro America – che ha presentato un’interrogazione in Commissione Affari Sociali e Sanità per garantire anche ai cittadini italiani nati oltre confine le cure ospedaliere urgenti gratuite in Italia durante un soggiorno temporaneo. E’ proprio questo tipo di richieste demagogiche che contribuisce a rendere antipatici gli italiani nel mondo.

Pertanto sottoscriviamo le parole di Filosa: "On. La Marca, ci faccia un favore: pensi a cose più serie e soprattutto che possano essere applicate. Non cerchi di vendere agli italiani nel mondo la luna nel pozzo!". Vede, cara neo onorevole La Marca, ci sono diritti assoluti legati alla cittadinanza (ad esempio il voto) e diritti relativi (ad esempio si percepisce la pensione o meno in base al versamento dei contributi). Si è fatta due conti di quanto costerebbe alla già sinistrata Italia pagare spese mediche ed ospedaliere a chiunque si presentasse qui da qualunque parte del mondo con un passaporto italiano? No, vero? E allora, visto che c’era, poteva pure chiedere l’estensione a tutti i 70 milioni di oriundi italiani. Così avrebbe potuto fare i suoi bei comunicati dove orgogliosamente informa di avere chiesto, chiesto, chiesto.

Vede, purtroppo non siamo il paese di Bengodi, non abbiamo cornucopie piene di doni per i nostri connazionali che vivono altrove. Glielo diciamo noi che ci battiamo da sempre per gli italiani all’estero. Si figuri cosa ne possono pensare i poveri italiani che non riescono ad arrivare alla fine del mese, i giovani che non trovano lavoro, gli imprenditori che falliscono.

Capisco che lei si annoi in parlamento senza fare nulla, ma, creda, meglio non fare nulla che fare danni. Pensi al male che sta facendo a tanta gente infondendo false speranze e dando agli italiani all’estero l’immagine di quelli che chiedono sempre e pretendono l’impossibile.