Italiani all’estero, Billè (MAIE UK) a ItaliaChiamaItalia: noi vera alternativa ai partiti – di Ricky Filosa

Il Movimento Associativo Italiani all’Estero, mentre il BelPaese vive giorni difficilissimi a livello politico e sociale, guarda avanti e continua a lavorare per organizzarsi al meglio sul territorio, anche in vista delle prossime scadenze elettorali, come ad esempio le Europee 2014.

Il MAIE, ormai presente in tutto il mondo, è sempre più un punto di riferimento per i connazionali residenti oltre confine. Anche in Europa, dove sono residenti milioni di italiani.

Proprio per parlare di MAIE Europa, e in particolare di Regno Unito, ItaliaChiamaItalia ha intervistato Luigi Billè, Coordinatore MAIE UK e vice coordinatore del MAIE Europa.

Billè, residente a Londra, è un nome che nel corso del tempo chi si occupa di emigrazione ha imparato a conoscere bene. Architetto, bene inserito all’interno della comunità in terra inglese, è pieno di passione nei confronti dell’universo degli italiani nel mondo. Con lui abbiamo parlato di MAIE UK, naturalmente, di Europa e di politica italiana.

Luigi Billè, Coordinatore MAIE Regno Unito e vice coordinatore MAIE Europa. Come procede il lavoro del MAIE in terra inglese?

“Nel Regno Unito il MAIE e più che mai vivo e attivo e continua per la sua strada, cercando di diffondere il messaggio che il MAIE è, resta e resterà l’unica vera forza parlamentare dedita e attenta alle problematiche e alla tutela dell’italianità e degli italiani all’estero. Certamente facciamo un po’ di fatica a renderci visibili, poiché il bombardamento mediatico che proviene dall’Italia a cui sono soggetti i connazionali facilita le forze politiche tradizionali e lascia zero spazio a chi si occupa nel territorio di politica per gli italiani all’estero. Tuttavia, quotidianamente otteniamo consensi e simpatizzanti a 360 gradi e i connazionali ormai sono consapevoli della nostra esistenza e condividono tante delle nostre idee e iniziative. I vari coordinatori di settore come la dott. Maria Iacuzio, Enzo Oliveri, Angela Fusco, Tiziana Simonelli, Francesco Pesce, Giuseppe Colletti, rappresentano nomi che forse nell’arena europea dell’emigrazione italiana non sono molto conosciuti, ma certamente nel Regno Unito sono persone molto attive e ben inserite nel tessuto socio-territoriale Britannico e quotidianamente operano nei loro ambiti individuali cercando di far conoscere il nome e il progetto MAIE. Il nostro approccio riflette quello che il nostro presidente On. Ricardo Merlo ha convintamente e con successo fatto in sud America; un esempio a cui noi facciamo costantemente riferimento con orgoglio nella nostra campagna di capillarizzazione territoriale”.

Qual è l’approccio dei connazionali riguardo la visione politica e il progetto del MAIE?

“Giornalmente riscontro che i connazionali condividono la nostra visione, ovvero che la politica per gli italiani all’estero non può essere condotta all’interno di un partito tradizionale, ma solo attraverso un movimento autonomo come il MAIE, nato all’estero, che lavora sinergicamente con quei partiti o forze parlamentari che comprendono e appoggiano la tutela e l’integrazione dell’italianità oltre confine.  I connazionali adesso condividono, dopo anni di totale colonizzazione della circoscrizione estera, il nostro messaggio che la frammentazione della nostra rappresentanza parlamentare all’interno del sistema dei partiti Italiani non fa altro che rendere vana o addirittura inutile l’attività politica di tutela dell’italianità. Chi ci ascolta ha ben capito che il MAIE è nato all’estero presso le comunità di emigrati italiani e che quindi è l’unico a poterne comprendere i vizi e le virtù. Gli italiani all’estero sono innovatori e poiché tali riescono facilmente a comprendere l’offerta posta dalla visone e dal progetto MAIE. Se si parte da questi presupposti, sono convinto che i connazionali nel continente europeo si avvicineranno ben presto al MAIE e se non ci credete ‘time is a gentleman’ (il tempo è galantuomo)”.

Quali sono le difficoltà maggiori a cui andate incontro nella formazione della squadra? E quali risultati positivi avete raggiunto fino adesso?

“Per quanto riguarda la Gran Bretagna non abbiamo nessuna difficoltà strutturale, tranne quelle imposte dalle risorse e dal tempo che devi impiegare per il lavoro, la famiglia e tutte le altre attività subordinate. Ci riuniamo costantemente almeno una volta al mese per dialogare, confrontarci e programmare eventi e scadenze e tutto ciò con spirito di passione e di volontariato. I risultati si vedono già nella partecipazione di nuovi componenti e nell’interesse che suscitano le nostre riunioni”.

Sei il numero due del MAIE in Europa. Il movimento continua a strutturarsi anche nel Vecchio Continente?

“Direi proprio di si. Malgrado alcune defezioni, che hanno reso i rapporti tesi tra l’esecutivo e vari delegati territoriali durante e dopo la  campagna elettorale, continuiamo il nostro lavoro di capillarizzazione territoriale mantenendo un certo grado di ottimismo. Stiamo ristrutturando l’organico e rivedendo l’assetto strutturale, logistico e organizzativo territoriale con l’obiettivo di impostare una struttura territoriale organizzata a rete e gruppi e non ‘singole bandierine sulla mappa’ che offrono ben poco al progetto complessivo e comune del MAIE. Personalmente mi sto attivando in questa direzione attraverso un’iniziale razionalizzazione dell’organico territoriale e la successiva espansione con l’assegnazione di deleghe territoriali a personaggi che sposano con convinzione il progetto MAIE e sono profondamente coinvolti con le proprie comunità locali. In tal senso è già stata assegnata la delega per il Belgio a Giuseppe Volpe di Bruxelles, già membro dei COMITES e ben conosciuto e stimato dalla comunità Italiana del Belgio. In Svizzera per il VAUD e Ginevra abbiamo confermato Agatino Rosano, noto responsabile di associazioni e ben radicato nella comunità locale. Ho già altri possibili delegati per la Germania  e la Francia. Ho in programma di rivedere le deleghe sulle grosse circoscrizioni consolari europee come Londra e Stoccarda e in aggiunta inizieremo a formare circoli associativi MAIE e liste per le prossime elezioni di rinnovo dei consigli dei COMITES”.

Qual è lo stato d’animo dei vari coordinatori europei del MAIE, anche rispetto alla politica italiana?

“Incertezza! Alla fine delle elezioni e dopo il congresso di Roma si era diffusa tra i vari coordinatori la percezione che il MAIE stesse lentamente accantonando la circoscrizione Europa e nonostante la mia continua comunicazione con i delegati territoriali questo senso d’incertezza e abbandono continuava a crescere. Caro Direttore, devo confessarle che ho fatto un po’ di fatica a mantenere vivo lo spirito e il valore reale del progetto MAIE. Infatti, oltre a comunicare a tutti la solida volontà del presidente Merlo di puntare alla capillarizzazione del MAIE in Europa e alla conquista di seggi, ho lanciato il documento programmatico per l’Europa che ho coordinato con il Presidente stesso e Gianluigi Ferretti (Coordinatore MAIE Europa, ndr), ho formato il gruppo in Belgio e soprattutto ho rassicurato ai delegati territoriali che il progetto MAIE è più che mai vivo e vegeto. Riguardo alla politica italiana, i coordinatori territoriali sono bene a conoscenza di ciò che succede e generalmente non discutiamo oltre quello che direttamente o indirettamente viene fatto per gli italiani all’estero, ovverosia poca roba o nulla! Anzi, posso confermarle che proprio attraverso le analisi che tra noi coordinatori territoriali facciamo sulla politica italiana si sviluppa in noi una maggiore e comune consapevolezza che l’obiettivo ‘tremagliano’ del MAIE di una lista unica e autonoma per gli italiani all’estero si rende molto credibile e rappresenta probabilmente l’unica modalità e strumento di tutela dell’italianità all’estero”.

Sappiamo che fra alcune settimane si terrà un importante appuntamento targato MAIE, proprio a Londra. Ce ne vuoi parlare?

“Si. Proprio alcuni giorni fa si è riunito il MAIE UK presso il locale del nostro coordinatore per il Made in Italy ed ex candidato MAIE alla Camera, Enzo Oliveri, per discutere di varie iniziative, tra le quali quella dell’organizzazione del terzo Congresso Europeo che si terrà a Londra il 26 Ottobre prossimo, con la presenza non soltanto del Presidente Merlo e di tutto il gruppo MAIE al parlamento, con l’On. Borghese e il Sen. Zin, ma anche quella dei vari coordinatori territoriali e di settore che potranno essere disponibili a partecipare. Un evento di alto profilo politico a prova che il MAIE sta con gli italiani all’estero, per gli italiani all’estero e fra gli italiani all’estero della ripartizione estera Europa”.

Twitter @rickyfilosa