Italiani all’estero, a quando la svolta? – di Giorgio Brignola

Da anni tentiamo, anche se forse non sempre ci riusciamo (il giudizio spetta comunque ai lettori), di fare il punto sulla realtà nazionale che interessa pure gli italiani all’estero. Nonostante la presenza di un sistema informatico che diffonde le notizie in tempo reale in tutto il mondo, siamo consapevoli di non riuscire a raggiungere tutti i connazionali residenti oltre frontiera.

Come sempre, non ci schiereremo con i militanti di “governo” o “opposizione”, ma dalla parte degli italiani nel mondo, senza se e senza ma; perché fare politica dovrebbe significare interessarsi compiutamente ai problemi degli altri, nessuno escluso. Le problematiche correlate agli italiani all’estero, però, non hanno mai fatto notizia in Italia. Quindi, ogni loro trattazione è marginale.

A pochi mesi dalla fine dell’anno, ci chiediamo, con la coerenza di chi non vuole mollare, quanto veramente contino gli italiani nel mondo nei confronti della Patria. Con la riforma, ormai prossima, del nostro meccanismo elettorale, la politica resta complessa e, non di rado, poco comprensibile. A nostro avviso, le istituzioni sono sempre troppo lontane dai milioni di connazionali nel mondo. Lo stesso impegno politico dei 18 parlamentari eletti oltre confine s’è rivelato scarso, ammettiamolo, perché troppe volte inserito in quelle problematiche nazionali che nulla hanno da spartire con chi vive all’estero.

Non sempre, infatti, le reali esigenze degli italiani d’oltre frontiera riescono a emergere in tutta la loro complessità. Le scuse non si contano. Molto spesso, almeno nel linguaggio corrente, si dice che i connazionali all’estero hanno altro cui pensare. I loro interessi non sono più nella Penisola e, di conseguenza, le strategie parlamentari sarebbero inefficaci. L’andazzo resta quello.

Ai nostri italiani all’estero, che rappresentano una forza elettorale più che rispettabile, non resta che l’amarezza delle promesse disattese e delle prospettive ininfluenti. Mancano ancora fatti concreti per mutare un registro comportamentale. Ma cambiare si può e si deve.