Italia, un Paese in mano agli immigrati – di Leonardo Cecca

Credo che ormai possiamo definire l’Italia non più degli italiani, ma degli immigrati, regolari o clandestini che siano, e tutto per opera di politici e governanti che, in cerca di visibilità, popolarità e senza rinunciare ad alcun privilegio, si sono spacciati per buonisti e/o buoni samaritani, spendendo tempo e denaro dei cittadini.  

Dopo che Napolitano, fregandosene apertamente del responso delle urne, ha dato vita a tre governi fantoccio, che hanno fatto solo danni in ogni settore e, causa assenza di idee e di programmi, l’immigrazione è salita vertiginosamente, in particolare quella che quotidianamente viene attraverso il Canale di Sicilia trasformato ormai in un colabrodo.

Dal 2011 nessuno dei nostri governanti ha avuto un minimo di dignità ed onestà per ammettere che con Berlusconi premier le cose andavano diversamente, non lo ha fatto neanche Napolitano. Già in passato con l’inqualificabile e vergognoso provvedimento di prodiana memoria di istituire la pensione per il ricongiungimento, il doppio di quella minima di cui "godevano" i nostri anziani, era iniziata la caccia al voto, ma ora siamo proprio alla vergogna.

Mare Nostrum accettato da Letta e che doveva terminare entro lo scorso mese di ottobre si sta rivelando l’ennesima presa dei fondelli da parte dell’Ue: infatti Triton, inizialmente denominato Frontex, esiste solo su carta straccia e, pertanto, il nostro governo continua a sperperare denaro e ad accogliere immigrati, con grande soddisfazione di Laura Boldrini, tutta protesa ad accoglierli e ad invogliarli a venire da noi, dove non avranno niente da temere.

Siamo arrivati al punto di spendere quotidianamente tra vitto, alloggio e paghetta ben 90 € per ogni "ospite" e dobbiamo aggiungere che i nuovi arrivati, ad onor del vero non tutti ma una buona parte, stanno contribuendo ad aumentare gli atti criminosi e ad occupare alloggi popolari lasciati momentaneamente incustoditi e, per tale vergognoso ed incivile comportamento, si sono create vere e proprie agenzie malavitose con tanto di tariffario che provvedono a segnalare gli alloggi incustoditi ed abbattere la porta.

Naturalmente nella "Patria del Diritto" è pressoché impossibile difendere i diritti degli italiani, mentre è molto più semplice cedere alle prepotenze di chi viene da noi e vuole imporre la propria volontà ed i propri costumi.

Le istituzioni e i politici di fronte a queste vergogne ed all’insicurezza che predomina cosa fanno? Niente, sono troppo impegnati a discutere sulle soglie di sbarramento che dovrebbero servire ad estromettere dal Parlamento quelli che non contano nulla, devono pensare ai matrimoni gay, a non disturbare i centri sociali, a mettere divieti di circolazione e di parcheggio che loro poi non osservano e a tenere la scorta sia per loro che per i propri cari, mentre gli anziani la sera devono stare chiusi in casa.

Anche alcuni magistrati, forse troppo presi a difendere i loro privilegi, ad iniziare dalle ferie, ritengono troppo spesso certi reati, come le occupazioni abusive, gli investimenti col rituale mancato soccorso, le aggressioni, solo atti goliardici e, pertanto, meritevoli di totale comprensione e giustificazione. All’inizio ho definito l’Italia il paese degli immigrati, ma forse sarebbe più realistico definirlo il paese della vergogna.