Immigrati, Santori (Regione Lazio) a ItaliaChiamaItalia: a Roma è invasione, Marino colpevole

Roma – Basta ai flussi, sia migratori che di denaro. Non usa mezzi termini Fabrizio Santori, consigliere in Regione Lazio con il gruppo misto e a capo della commissione Sicurezza quando in Campidoglio regnava Alemanno. Già all’epoca Santori polemizzava apertamente con le politiche di gestione del territorio in relazione ai centri di accoglienza e ai campi nomadi, una contestazione che non si è esaurita con il nuovo sindaco Ignazio Marino. Viene da chiedersi, però, se il centro di accoglienza sia l’unico problema di Tor Sapienza o se costituisca un comodo capro espiatorio per tanti altri mali urbani.

Fabrizio Santori, insieme al disagio vissuto da alcune periferie, i fatti di Tor Sapienza non hanno forse messo in luce anche un atteggiamento razzista da parte dei residente del quartiere, come hanno sostenuto in molti?

“Si tratta di una grande falsità, chi parla di razzismo è totalmente fuori strada. Basta conoscere queste persone e frequentare quelle zone per sapere che sono abitate da normali cittadini costretti a vivere in un quartiere massacrato da anni di decisioni politiche sbagliate. Si tratta di cittadini che pagano tutte le tasse, dalla prima all’ultima, ma in cambio non ottengono alcun servizio e, per giunta, si vedono piombare intorno campi nomadi e centri di accoglienza”.

Non pensa che la questione del centro di accoglienza sia stata confusa con altri problemi ben più annosi che appartengono all’area di Tor Sapienza?

“Tor Sapienza presenta da tempo numerose urgenze ma, a queste, si è aggiunto il centro di accoglienza che, di per sé, non è un male assoluto. Se tutto questo fosse gestito in maniera diversa non si genererebbero tali conflitti sociali. Ora, invece, ci troviamo di fronte a un’invasione dovuta all’atteggiamento buonista delle istituzioni e ai fiumi di denaro che vanno a finire nelle casse delle cooperative le quali, invece di spenderli nella maniera opportuna, gestiscono male la solidarietà. Si specula su tutto questo, bisogna vedere i costi reali della realtà legata all’accoglienza”.

Parla di fiumi di denaro, ma non specifica quanti.

“I costi sono quelli che conosciamo già tutti e che ho denunciato nei giorni scorsi. A Roma si spenderanno, solo nel 2014, 35 milioni e 732mila euro per i centri profughi e per l’assistenza dei richiedenti protezione internazionale, che in tutto ad oggi risulterebbero pari a 2.581 unità. Si tratta di un costo unitario, riconosciuto come prezzo alle cooperative che si occupano della gestione di questi fondi”.

Ha parlato di una “maniera diversa” per gestire l’accoglienza. Quale sarebbe questo metodo differente e migliore?

“Sono da sempre favorevole alla limitazione del numero delle persone accolte. A Roma stiamo assistendo a una vera e propria invasione, dovuta a una richiesta specifica che Marino ha fatto agli Interni, è stato lui a chiedere di portare il 25 per cento di immigrati in più”.

Eppure proprio il sindaco Marino, intervenendo domenica nel programma di Lucia Annunziata In Mezz’ora, si è sottoposto ad un confronto con i residenti di Tor Sapienza e ha dichiarato che a Roma arrivano troppi immigrati, che non trova giusto che la sua città si faccia carico di una percentuale così elevata.

“Quello che ha detto Marino su Rai3 è una grande falsità, perché ricordo che solo pochi mesi fa si faceva bello del fatto che Roma sarebbe stata una città accogliente, in grado di aprire le sue porte a chiunque ne avesse avuto bisogno”.

Anche con l’ex sindaco Alemanno, però, la situazione non era migliorata.

“Già durante il periodo di Alemanno avevamo assistito a un’invasione di massa legata alla primavera araba e ora, con Mare Nostrum, la situazione è peggiorata. Abbiamo denunciato più volte come alcune di queste persone accolte dimostrino disprezzo per il nostro Paese perché noi diamo loro vitto e alloggio e loro lasciano sporcizia in giro dentro e fuori dal centro e buttano le cose da mangiare intere, neanche le toccano”.

Come fa ad affermare che le persone accolte gettano il cibo? Ha visto lei stesso i fatti di cui parla o si tratta di episodi che le sono stati riportati?

“Ho visitato alcuni centri tre anni fa e ho numerosi cittadini che fanno le foto e me la mandano”.

Ma non è possibile che siano le cooperative stesse a buttare del cibo, magari ordinato in eccesso?

“No, non sono le cooperative, perché non ne avrebbero alcun vantaggio a mio avviso e perché chi scatta le foto vede chi getta il cibo e me lo riferisce”.

Però se si parla di business delle cooperative, insinuando un dubbio sul loro operato, poi non può non valutare l’ipotesi che alcuni problemi legati all’accoglienza siano voluti.

“Il problema non è il singolo straniero in sé o la singola cooperativa. Bisogna controllare i flussi migratori e non spendere fiumi di denaro che non hanno alcun obiettivo reale di integrazione, le istituzioni devono interrogarsi sul loro fallimento in questo senso. Far passare il messaggio che esista una precisa volontà di accogliere a tutti i costi genera poi un clima di intolleranza, è normale. Marino e Alfano sono i responsabili di queste guerre civili. Sbaglia chi parla di una guerra tra poveri perché questi sono solamente cittadini che vogliono vivere il proprio quartiere”.

Una situazione del genere non può essersi creata solamente con due anni di amministrazione Marino.

“No, infatti denunciavo il problema sicurezza da tempo, com’è noto, anche con Alemanno, nonostante io facessi parte della sua stessa maggioranza. Dobbiamo anche dire che, negli ultimi due anni, si è registrata un’affluenza di immigrati importante, posizionati per l’80 per cento a Roma e nella periferia est. Sono numeri degli Interni, non ce li stiamo inventando noi. I municipi sono responsabili di non aver detto no. Mare Nostrum ha causato un numero di sbarchi impressionante”.

I residenti di Tor Sapienza denunciano da almeno dieci anni i problemi del loro quartiere, dove alcuni abitanti si ritrovano perfino i viados in giardino o in garage con i clienti. Tutti questi problemi non hanno nulla a che fare con l’immigrazione ed esistono da anni, eppure il clamore esplode solamente adesso. Non è semplicemente un modo comodo dei media per fare audience e della politica per contrapporsi a Marino?

“No, non è così nel mio caso. Combatto accanto ai cittadini da sempre, chi mi conosce lo sa, mi sono schierato con loro anche mentre c’era Alemanno. Se, invece, esistono altri colleghi che si stanno comportando in modo diverso, che stanno alzando ora la voce e non lo hanno fatto prima, trovo che sia una cosa grave e che non condivido ma, naturalmente, non rispondo per loro. Per entrare nel merito di Tor Sapienza, invece, un conto è la prostituzione che purtroppo c’è sempre stata e per la quale bisogna trovare una soluzione a livello nazionale. Se si intende dire che la prostituzione in strada è un reato, ricordo che la legge è ferma da tempo alla commissione affari costituzionali del Senato. Se si intende riaprire le case chiuse, dobbiamo imporre il dibattito su un tema che ormai è presente in tutta Europa e che risolverebbe sia l’esigenza di controllo del mercato, sia le esigenze fiscali che quelle e sanitarie. È questione diversa, però, se all’invasione da parte della prostituzione si aggiunge anche quella dei centri di accoglienza con i problemi annessi, ad esempio il numero impressionante di persone che non rispettano le regole e l’aggiunta di tanti campi nomadi abusivi. Siamo in una situazione esplosiva”.

A proposito di cambio di mentalità e di idee, che cosa pensa dell’apertura di Berlusconi su unioni gay e ius soli?

“Dopo quell’uscita inattesa, Berlusconi ha cercato di aggiustare il tiro e ha spiegato che vorrebbe ispirarsi alle unioni civili tedesche. Un partito liberale deve aprire a certe realtà, ma un’apertura fatta in maniera così confusa non ha fatto altro che generare dubbi sulla direzione che sta prendendo il centrodestra. Sono contrario ai matrimoni e alle adozioni gay, è importante però che non si tollerino gli atteggiamenti omofobici e l’omofobia in generale. A mio avviso Berlusconi dovrebbe cercare di sentire tutte le anime del centrodestra perché lanciare certe idee genera solamente preoccupazioni in un elettorato moderato che ha da sempre principi non negoziabili. In realtà lui ha aperto a una visione europeista, ma non l’ha fatto in maniera chiara e, in questo modo, ha generato timori e confusioni”.