Il governo Renzi è un male necessario? – di Giorgio Brignola

Il Governo Renzi è proprio indispensabile? Di fatto, sembra che sia meglio portare avanti la legislatura, con l’attuale esecutivo, almeno sino all’operatività della nuova legge elettorale. L’ottimismo a buon mercato non potrebbe, però, trovare molti seguaci. Tanto per chiarire: non è neanche sicuro che Renzi mantenga, come afferma, le condizioni per reggere la guida del Paese sino al 2018. Del resto, rinnegare il passato non ci sembra neppure una tattica da seguire. Tant’è vero che non tutti i partiti hanno manifestato un particolare interesse per l’uomo del Pd alla guida del Paese. Di fatto, le critiche non sono condanne morali e lasciano il tempo che trovano. Stare a osservare sembra meglio che assumere posizioni delle quali, poi, ci si potrebbe dolere.

I tempi per la “svolta” sono maturati tra tanti problemi di sopravvivenza per gli italiani. Da come si sono evoluti i fatti politico/economici in quest’anno, serve almeno la garanzia di una linearità politica. Così, per evitare guai maggiori, sembra opportuno lasciare decantare i mesi che ci separano dal prossimo anno con l’intento di continuare a percorrere quel tracciato che la squadra di governo ha fatto proprio. Pur se con qualche cambiamento.

E’ arrivato il tempo per riconoscere i propri “errori” senza scaricarli sugli “altri”. Di fatto, è la politica italiana, nel suo complesso, a essere collassata. Non esiste un partito né migliore, né peggiore. C’è solo l’incertezza per un futuro che sarà meno “elastico” del trascorso. Il passato avrebbe dovuto insegnarci che le alleanze sono sempre a termine. Indipendentemente dalla volontà dei contraenti.

Anche i nuovi entrati l’hanno da imparare per evitare, almeno loro, di comportarsi come quelli della generazione che intendono superare. Prima di Renzi, le responsabilità di maggioranza e opposizione ci sono state. Ora la situazione è ancor più complessa dato che le posizioni in antitesi sono divise solo da una sottile linea di confine. Il “bipolarismo”, che non abbiamo mai visto di buon occhio, appare superato dagli eventi. C’è, di conseguenza, da dubitare su certi equilibri elettorali che non possono più essere il pane “quotidiano” del popolo italiano. Se non è più possibile prevedere quali saranno i futuri equilibri elettorali, nell’attesa che la nuova normativa li regoli, resta il banco di prova del piano economico 2016/2017.

Tanto clamore per nulla non cambierà quest’oggettiva percezione. Dopo le riforme, e non solo della legge elettorale, avremo più bisogno di fatti per riscattare un’economia disastrata. Intanto, vedremo se, entro l’anno, il Parlamento ritroverà coesione. Il clamore politico di queste ultime settimane ha solo frenato il corso degli eventi. L’Italia di programmi mai portati a buon fine è stracolma.