Il consigliere regionale, ‘con 5200 euro non vivo’ – di Leonardo Cecca

Se fosse ancora vivo Einstein oggi direbbe "tre cose sono infinite: l’universo, la stupidità umana e l’arroganza della casta politica italiana". Quotidianamente vengono alla luce episodi sconcertanti ed a volte vere e proprie ruberie che vanno sotto la copertura di rimborsi di vario genere, alcuni leciti pur se stratosferici rispetto alla reale spesa (vedasi rimborsi aerei), altri totalmente illeciti (vedasi mutande di vario colore…).

Quello che poi è veramente ripugnante è la faccia di bronzo di quelli che vengono pescati: sanno che ogni tanto qualcuno controlla, ma la strafottenza e la tracotanza sono tali da farli continuare nel deplorevole andazzo.

Oltre a queste ruberie belle e buone ci sono poi episodi da macchietta come "l’onorevole" che si è fatto riservare una camera singola in un ospedale, come se i cittadini che pagano le tasse e non hanno il titolo di "onorevole" avessero la rogna; anche se così fosse, da politico avrebbe avuto tutto da imparare stando in mezzo ai "rognosi"; tale comportamento è doppiamente censurabile.

Che dire inoltre dei vari lamenti che da un po’ di tempo si alzano ovunque, specialmente dai palazzi delle regioni, causa il recente ddl Boschi che prevede che gli emolumenti spettanti ai consiglieri regionali non potranno superare quelli spettanti ai sindaci dei comuni capoluogo di regione. Ebbene, l’introduzione di questa norma è stata così scioccante che un consigliere, preso dalla disperazione e, forse, anche da una crisi di pianto, ha sussurrato: "con 5200 euro non vivo". Viene proprio da chiedersi "Ma questo quanto magna?".

Sarebbe salutare far campare quel signore con il corrispettivo di una pensione minima, starà a stecchetto, ci guadagnerà in salute e, soprattutto, dirà meno idiozie.