I REGALI DI NATALE

Il regalo di Natale è croce e delizia della santa ricorrenza. Una volta, negli anni del dopoguerra, di regali ne bastava uno…

“Le Pasque, i Ferragosti, i Natali… I Natali, le Pasque, i Ferragosti… Così se ne va la nostra vita”. (Gesualdo Bufalino)

“Caro Babbo Natale, se vuoi ti preparo la vasca e la riempio di schiuma. Da che ti conosco hai sempre lo stesso vestito e in più vai in giro con sei renne… non profumerai certo di mughetto. Sotto le ascelle mi sa che ti cresce il muschio da mettere nel presepe”. (Luciana Littizzetto)

“Che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s’hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un’ora più ricchi; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà, dopo dodici mesi, la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all’attivo?”. (Charles Dickens)

“A Natale riesco a sentirmi buono solo se nevica”. (Roberto Gervaso)

“La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo”. (Charles Bukowski)

FANTASIE NATALIZIE

Si vende albero di Natale. È garantita l’apparizione della Madonna, San Giuseppe e il Bambin Gesù. A volte anche i tre Re Magi.

IL REGALO DI NATALE… A SORPRESA, IL MIO PREFERITO

Il regalo di Natale è croce e delizia della santa ricorrenza. Una volta, negli anni del dopoguerra, miserabili davvero a confronto con la crisi di oggi, di regali ne bastava uno; e c’era tanta gioia nel riceverlo. Erano anni così poveri, da indurre il famoso pugile Jake LaMotta a scrivere: “Eravamo così poveri che a Natale il mio vecchio usciva di casa, sparava un colpo di pistola in aria, poi rientrava in casa e diceva: ‘Spiacente, ma Babbo Natale si è suicidato’”. Adesso, per i nostri figli e nipoti, una decina di regali sembrano pochi: risultato è che scartano i pacchetti, guardano il regaluccio di volta in volta con aria di sufficienza o annoiata, e passano al dono successivo. Ma si può?

Dunque, eccessi di regali, una sofferenza darli e riceverli, il rischio è di dare e ricevere regali inutili, riciclati. Al pensiero, mi viene l’orticaria. Le parole “Regalo di Natale” che mi piacciono e mi ricordano qualcosa sono il titolo di un film, bellissimo, di Pupi Avati.

“REGALO DI NATALE”, SUPERBA INTERPRETAZIONE DI DIEGO ABATANTUONO

Il film, di alcuni anni fa, fu amaro e indimenticabile: uno dei migliori di Pupi Avati. Raccontava una micidiale partita di poker in cui Abatantuono veniva tirato in mezzo, allettato da Alessandro Haber, e alla fine incenerito da un baro fantastico, Carlo Delle Piane. Racconto straordinario, ambientato nella vigilia di Natale. Lo rivedrei volentieri, se riuscissi a trovarne una copia.

IL REGALUCCIO DELLE BANCHE

Cito ancora Luciana Littizzetto, che si rivolge a Babbo Natale in questi termini: “Ho tante cose da chiederti. Vorrei che quelli che svaligiano le banche avessero il collant sulla testa e il passamontagna, ma non il completo grigio, orologio figo e cravatta a righe”. Poi, la Littizzetto si toglie un sassolino dalla scarpa: “Caro Babbo, vorrei che facessi entrare in classifica il libro di Bruno Vespa, così si placa e la pianta di andare a presentarlo in ogni trasmissione…”.