L’Europa chiede all’Italia di superare l’impasse politica e di formare un governo il prima possibile. La situazione italiana non e’ stata discussa nel vertice dei ministri delle Finanze dell’Eurozona riuniti a Dublino ma i riflettori restano comunque puntati su Roma e lo stallo politico continua a destare preoccupazione. "Spero che l’Italia abbia un governo il prima possibile", ha risposto il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa al termine della riunione. Bruxelles continua a manifestare timori per l’instabilita’ politica italiana poiche’ lo stallo rende ancora piu’ difficile la ripresa economica, soprattutto in un momento di generale debolezza della zona euro. Solo due giorni fa la Commissione europea ha lanciato l’allarme sull’alto debito italiano e sulla vulnerabilita’ del paese parlando di un possibile rischio contagio. E ora l’invito a fare presto, sul piano politico, viene rinnovato.
Intanto a Dublino i ministri di Eurolandia hanno discusso e approvato il piano di salvataggio per Cipro ma si dovranno ora avviare le procedure parlamentari ed entro la prossima settimana dovrebbe essere siglato un memorandum di intesa con Nicosia. L’entita’ degli aiuti restera’ di 10 miliardi di euro, ha chiarito il commissario agli Affari economici, Olli Rehn. Oggi da Nicosia e’ arrivata infatti la richiesta di assistenza supplementare e anche se l’isola invoca semplicemente una maggiore velocita’ nell’uso dei fondi e non maggiori risorse, si sono affrettate a chiarire fonti europee, in realta’ la lettera che il presidente cipriota, Nikos Anastasiades, ha preannunciato di voler inviare al presidente della commissione Ue, Jose’ Manuel Barroso e al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, ha scatenato un giallo. Solo un malinteso secondo fonti della Commissione europea ma di fatto non e’ ancora chiara l’entita’ del pacchetto di aiuti necessario per salvare l’Isola e quanto dovra’ mettere Nicosia. Da un rapporto della troika e’ emerso che il piano di salvataggio deve salire da 17,5 a 23 miliardi: l’isola dovra’ quindi sborsare 13 e non 7 miliardi. Ma Rehn ha spiegato oggi che le indiscrezioni apparse sulla stampa sono da considerare un ‘lordo’ rispetto al ‘netto’ previsto. Il commissario ha poi messo in guardia: il Pil cipriota potra’ scendere tra il 12 e il 15% tra il 2013 e il 2014. I ministri delle Finanze hanno anche concesso l’estensione delle scadenze dei prestiti a Irlanda e Portogallo per i loro piani d’aiuto. La Troika (Ue, Bce e Fmi) ha proposto di allungarli di 7 anni e i ministri delle finanze europei si sono detti favorevoli a questa estensione.
































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