Governo, Letta e Alfano? Lasciamoli lavorare – di Margherita Genovese

17/05/2013 Roma, conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri, sulla sospensine dell'IMU e del rifinanziamento della CIG, nella foto Angelino Alfano ed Enrico Letta

Alla fine hanno coniato il termine Alfetta, ad evidenziare, non senza invidia, la nascita di un binomio, quello del premier e del suo vice, che appare indissolubile e che puo’ fare molta strada, soprattutto se appoggiato dall’ottimo Quagliarello e dai ministri che hanno reale voglia di lavorare. L’Italia e’ diventato uno strano Paese, l’abbiamo detto più volte: il buon senso dei nostri padri, che a dire il vero ben poco conoscevano degli intrighi di palazzo, ha lasciato il posto alla partecipazione scomposta del popolo, che, sollecitato da media sempre più invadenti, partecipa alle lotte interne al panorama politico e si scaglia in un tifo da ultrà contro questo o quel personaggio del momento. Continui sondaggi a pilotare le opinioni, talkshow preconfezionati a scaldare i muscoli dei lottatori, interviste e dichiarazioni che smentiscono eventuali punti d’incontro tra le parti, a mantenere sempre alta la tensione. 

Alla fine di una settimana cruciale, che ha visto momenti di tormento ed estasi all’interno del PdL, con un vecchio re indebolito e un giovane delfino cresciuto e pronto alla reggenza, ci saremmo aspettati un po’ di sollievo almeno per qualche mese, considerando che ci aspettano decisioni importanti per il Paese. E invece no, la guerra continua: e i piccoli indiani che danzano attorno al totem di Berlusconi-Manitù, stanno scoprendosi tutti favoriti del capo e degni di rappresentare il partito, lanciando all’indirizzo di Alfano frecce avvelenate e affilati coltelli, tutto a beneficio della sinistra, che aspetta proprio di vedere annullato il successo di botteghino registrato dal segretario Pdl tra gli elettori di centrodestra, subito dopo il film di genere epico-drammatico che abbiamo visto sui teleschermi il giorno della fiducia. Si rialzano i vari Schifani e Brunetta, si muove Gasparri e alza la voce perfino Fitto, il buon Fitto, che abbiamo sempre considerato fuori dagli intrighi. Potenza dell’ambizione! 

Dall’altra parte, vediamo un livido Franceschini, nuovo adepto renziano, che si aggiunge alle schermaglie degli avversari, richiamando Alfano al dovere della formazione di un gruppo autonomo, pena l’accusa di mistificazione, e rivelandosi geloso della luna di miele "contro natura" dei due veri protagonisti della giornata più lunga di questi ultimi mesi.

Letta e Alfano, ai quali l’attenzione dei commentatori politici più seri ha riservato pagine di moderata fiducia, meritano di essere messi alla prova. Lasciamoli lavorare! E, sulla prova di forza che Berlusconi e il suo cerchio magico di bossiana memoria hanno voluto imporre al governo, citiamo le parole del premier: "Alfano è stato sfidato e ha vinto la partita". Sintesi perfetta di un passaggio cruciale.