Governo e imprese insieme per promuovere la pasta italiana nel mondo

La pasta protagonista a Expo 2015 a Milano. Pasta che deve essere italiana, ovviamente, per essere buona. Un prodotto che rappresenta una eccellenza italiana e che va tutelato. Per questo nell’anno dell’Esposizione Universale governo e imprese si mettono insieme e lanciano un progetto per valorizzare e tutelare all’estero il prodotto simbolo dell’alimentare italiano.

E’ fuor di dubbio, infatti, che la pasta sia un alimento consumato molto anche oltre confine, ma nel mondo, di quattro piatti di pasta mangiati, solo uno è italiano. Troppo poco. Ecco che nasce la “Cabina di regia sulla pasta”: a promuoverla è l’Aidepi (Associazione industrie del dolce e della pasta italiane); una Cabina istituita con decreto ministeriale congiunto del ministero delle Politiche agricole e ministero dello Sviluppo economico. La Cabina di regia ha l’obiettivo di promuovere e sostenere la competitivita’ dell’intera filiera della pasta, di trovare strategie di sostegno alle coltivazioni di grano duro di qualita’ e valorizzare la pasta come simbolo del made in Italy.

L’iniziativa e’ stata presentata in occasione di IPack-Ima, la fiera dedicata al packaging e alle tecnologie di processo che si tiene dal 19 al 23 maggio alla fiera di Milano-Rho. "Il nostro obiettivo e’ quello di trovare una strategia di sviluppo e identita’ sui mercati esteri – ha dichiarato il presidente di Aidepi e vice presidente del gruppo Barilla, Paolo Barilla – la pasta e’ elemento di identita’ del nostro Paese e un settore rilevante dell’economia italiana, ma rischiamo di cedere il passo ad aziende non italiane per rappresentare un alimento simbolo della nostra gastronomia, con importanti valori nutrizionali e sostenibile".

L’Italia rimane comunque, sottolinea Aidepi, il campione della pasta nel mondo, secondo dati del 2014: viene esportato il 57 per cento della produzione nazionale (circa 2 milioni di tonnellate per un controvalore di 2 miliardi di euro), il mercato europeo assorbe il 73,1 per cento della domanda (66% i soli Paesi Ue). Al di fuori dell’Europa sono gli Usa il primo mercato di sbocco, con 151 mila tonnellate.