Governo, Berlusconi ai deputati PdL: ‘restiamo uniti’

Dopo avere votato sì al governo Letta nell’Aula del Senato, Silvio Berlusconi si è recato a Montecitorio, dove ha tenuto un incontro con i deputati del PdL. Una riunione breve, alla quale non hanno preso parte nessuno dei 26 deputati, tra cui anche Angelino Alfano, pronti fino a questa mattina a dare vita a un gruppo autonomo.

Silvio Berlusconi, parlando ai deputati, ha invitato tutti a restare uniti, andiamo avanti e cerchiamo di recuperare tutti, recuperiamo gli altri. Con Angelino Alfano alla segreteria del partito siamo scesi al 12%, ha detto Silvio, secondo quanto viene riferito, parlando ai deputati del Pdl. Al Cavaliere, viene raccontato, sono state mostrate le agenzie in cui si riportava la notizia dei 26 ‘scissionisti’. La riunione, viene spiegato, e’ stata sospesa e potrebbe riprendere dopo il discorso di Letta alla Camera.

STASERA CI RIUNIREMO, SONO PER COSTITUIRE NUOVO GRUPPO Roberto Formigoni, a SkyTg24, parla come se esistesse gia’ il nuovo partito: "Stasera ci riuniremo e vedremo che cosa succede, io sono per costituire subito il gruppo autonomo. E sia chiaro: noi non siamo traditori, siamo i pionieri, quelli che hanno indicato la strada giusta. Poi il Pdl, ha deciso di seguirci, noi lavoravamo da giorni a questa soluzione, ci hanno risposto no fino a cinque minuti prima" che parlasse Berlusconi in aula. ‘Noi’ sono i 25 senatori che stamattina hanno firmato una risoluzione di appoggio al governo Letta e Formigoni fa sapere che esistono altrettanti deputati che si sono dichiarati d’accordo. Insomma, per l’ex presidente della Lombardia il fatto politico e’ che il governo ha una maggioranza forte e autosufficiente grazie noi". Quindi, conclude, "siamo noi gli interlocutori del governo, siamo noi il gruppo di testa. Se il Pdl vuole concorrere, ben venga, ma dovra’ spiegare la propria posizione".

GASPARRI, “NOI AQUILE” "Ne’ falchi ne’ colombe, hanno vinto le aquile, i mediatori come me, quelli che volano un po’ piu’ in alto". Lo dice il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri che in queste giornate convulse si e’ sempre presentato come un difensore dell’ unita’ del Pdl. ”Molti giornali scriveranno che oggi e’ stata una sconfitta di Berlusconi, un suo arretramento, non e’ cosi’: ha fatto – sostiene Gasparri – una scelta saggia, io l’ho auspicata, ho chiesto che non ci si spaccasse anche votando a favore, se poi Berlusconi avesse deciso diversamente, avrei seguito la sua indicazione”. ”Non c’e’ dubbio – sottolinea Gasparri – che adesso Alfano potra’ dire che quello che aveva proposto ha avuto attuazione, pero’ anche lui sa che va ricomposta una forte unita’ del centrodestra e quindi mi auguro che non nascano altri gruppi parlamentari, che non ci siano frazionismi perche’ il percorso e’ lungo”.

SCHIFANI, “NESSUN BISOGNO DI NUOVI GRUPPI” "Ha prevalso una scelta di buon senso di Berlusconi, che si e’ richiamato ai valori della stabilita’, per un governo che deve fare le riforme strutturali, nonostante alcuni veleni del Pd". Lo ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, ai microfoni di Sky Tg24. Per Schifani quella di oggi e’ una "giornata positiva per il Pdl, la diaspora sarebbe nata con una diversa linea politica, questa differenziazione non e’ avvenuta, e stento a individuare ora le ragioni della nascita di eventuali nuovi gruppi". "Ritengo che l’unita’ dei grandi partiti sia un valore – ha proseguito il capogruppo -. Il Pdl e’ stato fortemente voluto da Berlusconi, ora ritorniamo a Forza Italia, ma e’ una logica di inclusione, non di frammentazione, spero che convivano diverse sensibilita’ e culture". Secondo Schifani "oggi si e’ celebrato un inno all’unita’ della linea politica. Berlusconi non ha cambiato idea, ha riflettuto a lungo, ha voluto ascoltare la classe dirigente e i gruppi, e ha ritenuto di far prevalere la stabilità".