“Gli immigrati si portano dietro la tubercolosi, basso il rischio di infezione per gli italiani”

Tubercolosi, parla l’esperto OMS: “Gli immigrati si portano dietro l'infezione che le condizioni del viaggio fanno esplodere"

Riguardo il tema dei migranti e della tubercolosi è intervenuto a Radio Cusano Campus il Prof. Giovanni Battista Migliori, Direttore Centro di Collaborazione OMS per la Tubercolosi.

“I migranti – ha spiegato il Prof. Migliori – hanno due cose: arrivano portandosi dietro una infezione dal loro paese, hanno dei bacilli dormienti nei loro polmoni e di solito si ammalano da noi per le difficoltà del viaggio e legate al vivere in condizioni igienico sanitarie spesso precarie”.

“Si ammalano di tubercolosi da noi, questo perché la tubercolosi è una malattia che risente delle condizioni socio economiche. Loro si portano dietro l’infezione che le condizioni del viaggio fa esplodere”.

“La trasmissione tende ad avvenire negli ambienti dove vivono insieme e dove c’è affollamento. Il rischio di trasmetterlo agli italiani è modesto. Credo che esista poca evidenza scientifica che i migranti portino molta tubercolosi e la trasmettano agli italiani. La trasmissione avviene molto occasionalmente perché la tubercolosi non è così contagiosa come per esempio il morbillo”.

“La strategia è sensibilizzare i migranti, anche attraverso i mediatori culturali, affinché se hanno dei sintomi si facciano vedere così da essere curati, proprio perché la migliore prevenzione della tubercolosi è diagnosticare e trattare rapidamente i casi in modo che eliminiamo la possibilità che il bacillo giri”.