Riccardo Menenti respinge l’accusa di essere l’esecutore dell’omicidio del giovane Alessandro Polizzi e responsabile del ferimento della sua fidanzata Julia Tosti. ‘Non sono stato io’, ha detto oggi al gip di Perugia Luca Semeraro che ha disposto la custodia in carcere per lui e per il figlio Valerio Menenti che secondo la ricostruzione accusatoria sarebbe il mandante del delitto. Quest’ultimo sceglie invece di avvalersi della facolta’ di non rispondere, anche si e’ sempre proclamato estraneo a quanto successo a Perugia il 26 marzo scorso. L’indagine della polizia attende intanto risposte importanti dai nuovi esami della polizia scientifica, balistici e biologici, concentrati su auto e moto dei Menenti e sul casale di famiglia, in una frazione di Todi. Analisi svolte con la formula dell’accertamento tecnico irripetibile e che proseguiranno per l’intera serata. Nel loro primo giorno trascorso nel carcere di Perugia, padre e figlio – difesi dall’avvocato Luca Patalini – sono comparsi davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Ha scelto di tacere Valerio Menenti, mentre Riccardo ha accettato di rispondere a tutte le domande. Ribadendo la sua estraneita’ al delitto. In particolare ha spiegato di avere trascorso quella notte con la moglie. Ieri sera l’avvocato Patalini aveva definito quella dell’accusa una ‘ricostruzione parziale, senza alcun riscontro oggettivo’. Annunciando l’intenzione di impugnare la misura davanti al tribunale del riesame.
Il legale si e’ poi spostato in questura per i nuovi esami di polizia scientifica sui mezzi sequestrati ai due arrestati. Tra questi un furgone Fiat Scudo di colore bianco di Riccardo Menenti. Campioni sono stati prelevati dal vano di carico e nello spazio di guida alla ricerca di eventuali tracce di Dna o residui di sparo. Lo stesso ha fatto la scientifica per un’auto, una jeep e due moto. Tutto passera’ ora in laboratorio per le risposte definitive.
Gli investigatori ipotizzano che prima dell’omicidio padre e figlio abbiano avuto un ultimo contatto in ospedale dove il giovane era ricoverato in seguito a una lite con Polizzi.
Riccardo Menenti – emerge dall’ordinanza del gip – si allontano’ quindi con un furgone bianco. Lo stesso poi ripreso dalle telecamere di controllo sul raccordo Perugia-Bettolle uno degli ingressi al quale – scrive il gip – e’ ‘poco distante’ dal luogo del delitto. Gli investigatori ritengono che da li’ si sia poi diretto verso Todi dove poi avrebbe dormito ‘da solo’ dopo avere compiuto l’omicidio. E sempre nel casale – ritiene l’accusa – era custodita la vecchia Beretta 1934 ‘del nonno’ di Valerio Menenti utilizzata per il delitto e abbandonata nella casa dove stavano dormendo i due fidanzati.
































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