Frosinone, Pronto soccorso Ospedale Spaziani: ecco come alleggerirlo – di Simona Aiuti

L’ospedale Spaziani di Frosinone è nato da pochi anni e già è oggetto di problematiche che rischiano di paralizzarlo, specie il pronto soccorso. Alcune associazioni, così come numerosi cittadini, dopo un ampio e approfondito dibattito, riguardo la drammatica realtà del pronto soccorso dell’ospedale del capoluogo, ritengono urgente ed immediato un confronto con le istituzioni, che per ora sembrano saper solo chiudere i rubinetti delle risorse necessarie per uscire da questa situazione da bollino nero.

La chiusura degli ospedali di Anagni, Pontecorvo e Ceccano, gli accorpamenti dei reparti, il loro ridimensionamento o la loro totale soppressione in vari ospedali della provincia, come Sora, Alatri e Cassino, non hanno migliorato le nostre finanze e tanto meno la nostra salute, ingolfando ogni pronto soccorso e gettando nell’ansia la popolazione che si vede smarrita.

Nella sanità ciociara regna il caos e l’improvvisazione, poiché per un territorio così capillare, non è possibile avere pochi ospedali aperti e difficili da raggiungere per una fetta d’utenza che vive in zone di montagna. Se si aggiunge poi che la gestione delle risorse umane e finanziarie é dominata dal clientelismo e dagli sprechi come dimostrato dai recenti rilievi della Corte dei Conti: tagliare è stato come mettere un cerotto su una frattura scomposta, tanto per restare in argomento.

I cittadini però non stanno con le mani in mano, specie chi ha le dovute competenze, si è messo a tavolino, elaborando un piano d’azione o se si preferisce d’attacco. Tale programma si esplica nei seguenti punti.

1) garantire la presenza nel pronto soccorso, di un cardiologo, un radiologo, un pediatra ed un ortopedico, così come prescritto dalla legge;

2) aprire in via sperimentale almeno 4 punti di Pronto soccorso H24 dislocati nelle strutture dismesse di Anagni, Frosinone Umberto I°, Cassino o Pontecorvo e Sora o Isola del Liri o Atina, strutture che potrebbero essere gestite dai medici di famiglia o assumendo medici giovani senza lavoro a tempo determinato;

3) potenziare in modo adeguato l’assistenza domiciliare, realizzando ed estendendo anche l’assistenza socio sanitaria integrata oltre all’istituzione di un’anagrafe assistenziale e del registro dei tumori;

4) Attivare percorsi riservati e programmati per i pazienti affetti da patologie croniche;

5) Costituire un coordinamento tra i pronto soccorso di Frosinone ed Alatri;

6) Istituire degli hospices, presso le strutture dismesse di Anagni, Alatri, Ceccano e Pontecorvo, per i malati terminali, per alleggerire la pressione sui pronto soccorso e nei reparti ospedalieri;

7) E’ possibile attivare decine e decine di nuovi posti letto:

a – trasferendo il reparto di lunga degenza dal "Fabrizio Spaziani" ad Alatri o Ceccano;

b – recuperando spazi, arredi e posti letto della riabilitazione ortopedica dell’ospedale Fabrizio Spaziani;

c – utilizzando tutti gli spazi disponibili adiacenti il pronto soccorso;

8) Le associazioni ritengono inoltre opportuno e necessario attivare strumenti di valutazione da parte del cittadino che si rivolge al pronto soccorso.

Di primo acchito potrebbe sembrare un programma per il quale necessitano grandi somme di denaro, tuttavia si tratta solo di ottimizzare i fondi a destinazione, evitando sprechi e dispersione di energie e risorse umane, riuscendo anche a creare dei posti di lavoro.

E’ importante sottolineare che in un territorio come il nostro, fatto di 91 paesi, tra i quali alcuni isolati, non è possibile chiudere i piccoli ospedali, al contrario è bene attrezzarli per evitare la situazione/lager che si vede spesso allo Spaziani.