Europee, addio ‘Forza Juve’: ma USEI e ‘Bunga Bunga’ restano – di Laura Neri

Eugenio Sangregorio, presidente dell’USEI, l’ha detto con estrema chiarezza: “il nostro simbolo sul logo Bunga Bunga? Siamo stati truffati”. Intervistato da ItaliaChiamaItalia, il leader dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani ha spiegato: “Non sappiamo chi siano questi signori del Bunga Bunga, non li abbiamo mai incontrati: hanno usato il logo USEI senza la nostra autorizzazione e per questo li porteremo in tribunale”. Sangregorio, per chiarire la sua posizione, ha anche diramato un comunicato stampa alle agenzie.

Nessuna autorizzazione, quindi, a sentire Sangregorio, sarebbe stata data per l’utilizzo del logo USEI per scopi elettorali. Eppure il giallo continua. Il ministero dell’Interno infatti ieri sera ha riammesso il contrassegno che mercoledì era risultato temporaneamente bocciato. A quanto pare, con un’integrazione di documenti è stata sanata la questione più importante, quella che metteva in dubbio la legittimazione a usare, all’interno dell’emblema, il simbolo dell’USEI: dopo la produzione di nuovi atti, la direzione centrale dei servizi elettorali ha ritenuto valido l’uso del simbolo da parte del depositante, Marco Di Nunzio. E così il Movimento Bunga Bunga potrà presentarsi in tutte e cinque le circoscrizioni italiane senza dover raccogliere le firme: dal momento che il partito sudamericano ha ottenuto una deputata alle ultime elezioni politiche, il collegamento permette di esentare Bunga Bunga dall’obbligo della “prova di radicamento” attraverso le sottoscrizioni.

SCOMPARE “FORZA JUVE” Dal simbolo finale della lista, tuttavia, scompare la scritta “Forza Juve”, così come spariscono i colori che fanno riferimento alla squadra torinese. Sul tavolo della discussione è piombata una diffida da parte dello studio legale della Juventus. Pare che la società sportiva abbia lamentato l’uso non autorizzato del nome “Juve”, che si richiama a un marchio registrato e ben noto; ancora più grave, tuttavia, sarebbe stato il danno dovuto all’accostamento di quel nome all’espressione “Bunga Bunga”, danno amplificato dall’enorme pubblicità data al simbolo dai media.

IL GIALLO CONTINUA Così, addio “Forza Juve”, ma resta l’USEI col Bunga Bunga. Ma se Eugenio Sangregorio, che è il “proprietario” del partito USEI, dichiara di non avere dato alcuna autorizzazione a usare il proprio simbolo, com’è che invece il Viminale ha accettato il logo? Quali documenti avrebbe presentato tale Marco Di Nunzio? Il mistero si infittisce. ItaliaChiamaItalia cercherà di approfondire ulteriormente, ma una cosa è certa: così come nel caso della Juventus, anche l’USEI sta subendo a causa di tutta questa storia un danno di immagine e politico di proporzioni incredibili.