Emilia Romagna, Consulta all’estero: verso nuova legge. La Lega, ‘carrozzone da cancellare’

"L’attivita’ della Consulta degli emiliano-romagnoli all’estero ha svolto in questi anni un lavoro importantissimo per tenere viva la memoria della nostra emigrazione piu’ lontana nel tempo e per mantenere i collegamenti con le 111 associazioni di emigrati dalla nostra regione e dei loro discendenti presenti nel mondo. Il testo della nuova proposta di legge chiede all’Assemblea legislativa di assumersi la responsabilita’ del lavoro straordinario della Consulta, di cui ringraziamo la presidente Bartolini e tutti i consultori, e di non disperdere questo patrimonio". Cosi’ ha spiegato questa mattina l’assessore regionale al Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo della Regione Emilia Romagna Patrizio Bianchi, durante la seduta congiunta delle Commissioni assembleari IV e I, che si e’ tenuta in vista dell’esame dell’Assemblea legislativa della proposta di legge. Ai lavori in commissione ha partecipato anche la presidente della Consulta Silvia Bartolini che ha relazionato sulle attivita’ svolte in questi anni.

"La Giunta regionale ritiene che l’attivita’ della Consulta debba essere mantenuta – ha detto l’assessore Bianchi – ma crediamo che la competenza debba essere trasferita in capo all’Assemblea legislativa, il luogo piu’ alto in cui si rappresenta la societa’ regionale. Riteniamo giusto che sia l’Assemblea a rappresentare anche gli emiliano-romagnoli all’estero".

"Le associazioni degli emiliano-romagnoli nel mondo hanno oggi un ruolo fondamentale di collegamento e di supporto anche nei confronti della nuova emigrazione – ha aggiunto Bianchi – Sono tanti i giovani che decidono di andare all’estero per trovare nuove opportunita’ di lavoro o per fare un’esperienza di vita o di studio e che nelle strutture all’estero possono trovare un punto di riferimento importante".

LA LEGA DICE NO Per la Lega Nord in Regione "più che una riforma anti-sprechi, la proposta di legge Pd sulla Consulta degli emiliano romagnoli è una presa in giro colossale. L’agenzia viaggi della politica, dopo la cura Pd, continuerà a costare ai cittadini 1 milione di euro, da oggi al 2017". Il Carroccio vuole eliminare quello che chiama un "carrozzone". "Le spese di rappresentanza per pagare le trasferte a ex politici trombati addirittura aumentano: + 67mila euro da 2014 a quest’anno. Centinaia di migliaia di euro gettati per competenze fumose e nessuna rendicontazione di risultati o controllo sul raggiungimento degli obiettivi. Alla faccia dell’azzeramento dei costi".