Emergenza immigrazione, un buonismo da strapazzo – di Leonardo Cecca

Mai come in questo periodo si è verificato un susseguirsi di invasioni nelle stazioni, piazze e verde pubblico di migranti affamati, molti dei quali anche malati. Oltre a questo triste spettacolo, dobbiamo aggiungere i vari episodi delinquenziali perpetrati, per la maggior parte da extracomunitari e da rom, che una volta catturati vengono rimessi in libertà, magari con tanto di scuse. Naturalmente ogni tanto la cronaca è deliziata anche da notizie che riguardano gli italiani bisognosi, filmati mentre rovistano nei cassonetti del pattume per trovare qualcosa da mettere nello stomaco. Ecco come illustri personaggi, iniziando da Napolitano, con il loro falso buonismo e senso di integrazione intesa al contrario hanno ridotto il nostro paese.

Veniamo spernacchiati sia dall’India che dagli altri paesi europei ed i nostri soloni, forse inconsci del danno che hanno fatto, oppure poiché poco avvezzi a ragionare con buon senso ed oculatezza, non pensano nemmeno  di chiedere scusa al Paese intero e di fare il mea culpa, ma continuano con le loro imperterrite facce di bronzo a sostenere dei principi fuori dal contesto della civile convivenza.

Quanto sta accadendo a Ventimiglia conferma quanto il nostro Paese ed i suoi rappresentanti contano a livello europeo e mondiale, cioè nulla ed il nulla è confermato anche dal fatto che bovinamente gli esecutivi rabberciati da Napolitano si son fatti trascinare anche nelle sanzioni imposte alla Russia, con inevitabili conseguenze catastrofiche per le nostre industrie.

Anche un governo di stolti avrebbe capito che quelle sanzioni avrebbero rappresentato un capestro per la nostra economia, ma evidentemente per i nostri "statisti" era troppo difficile arrivarci.

A fine mese ci sarà un altro incontro tra i "soloni" europei sulla questione immigrazione, speriamo che i nostri vengano convocati, poichè spesso ed a ragion veduta sono stati ignorati ed in tal caso sarebbe opportuno che facessero incetta di straccali e di cinture per pantaloni in modo da opporre almeno un minimo di resistenza prima di calarsi le braghe; ovviamente dovranno anche tener conto che molti in Italia, partiti ed organizzazioni varie, hanno trovato sul "commercio" di carne umana una grossa fonte di guadagno.

Sarei curioso di sapere se i nostri governanti, inetti sia in politica interna che estera, hanno almeno ospitato a casa loro un italiano che muore di fame o un immigrato, oppure, se in mancanza di spazio, devolvono parte delle loro laute prebende a far fronte al disastro che hanno volutamente combinato.