ELEZIONI | Voto all’estero, stessi rischi di sempre

Un'eventuale situazione di instabilità politica renderebbe centrale il ruolo dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni Estero

Sul quotidiano “Il Domani” focus sul voto degli italiani nel mondo. “Il voto degli italiani all’estero – si legge nell’articolo – ripropone gli stessi rischi di sempre. Anzi si teme un esito anche peggiore, visti i tempi ristretti con cui bisogna mettere in moto la macchina elettorale: un compito non facile, con scadenze serrate come quella del 22 settembre, termine ultimo per l’invio in Italia dei plichi elettorali”.

“La destinazione sarà, come sempre, quella di Castelnuovo di Porto, vicino Roma”. E’ lì che avverrà infatti lo scrutinio, in una bolgia infernale che noi di ItaliaChiamaItalia conosciamo bene perché ci siamo stati più volte e l’abbiamo vissuta personalmente.

“Il lavoro preparatorio si svolgerà in pieno agosto con il personale dei consolati ridotto all’osso per le ferie, una questione che si aggiunge ai limiti strutturali dell’organico. Così l’ombra dei risultati contestati si staglia sempre più minacciosa.

In palio ci sono 12 seggi, otto alla Camera e quattro al Senato, che possono acquisire un peso significativo in un parlamento ridotto a 600 eletti. Un’eventuale situazione di instabilità politica renderebbe centrale il ruolo dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni Estero.

L’organizzazione richiede la predisposizione dei plichi da inviare ai quasi sei milioni di italiani sparsi per il mondo, tassativamente entro il 7 settembre, dato che 15 giorni dopo, il 22 settembre, è necessario avere tutte le schede da inviare in Italia con voli speciali. Tempi serrati che non lasciano molto tempo per una campagna elettorale vera”, conclude Il Domani.