Elezioni Comites, ok alla riforma ma a dicembre si voti comunque o faremo una figuraccia

Le elezioni sono già state rimandate di un anno, a causa del referendum e poi della pandemia. Un secondo rinvio sarebbe davvero incomprensibile agli occhi degli italiani all’estero. Che vuole fare il Sottosegretario Della Vedova? Sta a lui imporsi. Si porti pure avanti questa benedetta riforma: se il Parlamento la approverà bene, altrimenti si vada comunque alle elezioni

Come annunciato nei giorni scorsi sulle pagine di ItaliaChiamaItalia.it, si terrà mercoledì 19 maggio, alle ore 17, l’incontro virtuale tra il Consiglio generale degli italiani all’estero e il Sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Benedetto Della Vedova. Un solo punto all’ordine del giorno: le elezioni Comites, previste per il giorno 3 dicembre. Per ora.

Già, perché secondo rumors sempre più forti, in tanti vorrebbero rimandare il rinnovo dei Comitati. Gli argomenti per farlo sono i più svariati: con la pandemia non si può votare, sostengono i più. E poi – aggiungono – ci vuole una riforma degli organismi di base, Comites e CGIE appunto: inutile votare senza avere prima riformato.

Dalle parti del Pd e di Italia Viva, poi, c’è chi vorrebbe un ritorno al passato: non più il registro degli elettori, con l’inversione dell’opzione (tra l’altro inserita proprio dal Pd), ma accesso al voto per chiunque. Tradotto: si tornerebbe ai plichi elettorali consegnati ai defunti, al domicilio di chi si è trasferito, di chi ha cambiato la propria residenza… E poi ancora migliaia di buste elettorali per le strade delle diverse città del mondo, ovvero un caos totale. Senza contare lo spreco di tempo, di fondi e di energia, come se l’Italia in questo periodo complicatissimo se lo potesse permettere.

Sia chiaro: se davvero le elezioni dei Comites dovessero essere rimandate, i soldi trovati a fatica per organizzarle, verrebbero restituiti allo Stato. Non sarebbero congelati, in attesa di essere usati in occasione del voto, quando sarà. Dunque bisognerà, nell’eventualità, tornare a rimboccarsi le maniche per andarli nuovamente a recuperare. Sempre che il governo sia disposto a darli.

Come quotidiano online che dal 2006 scrive di emigrazione e italiani nel mondo abbiamo la nostra opinione: a dicembre bisogna votare comunque, altrimenti faremo tutti una figuraccia.

I Comites di tutto il mondo hanno bisogno di essere rinnovati. La credibilità di tali organismi, e spesso anche di chi ne fa parte, è crollata negli ultimi anni. Molti, tra i consiglieri, verrebbero percepiti dalla pubblica opinione come dinosauri che vogliono restare aggrappati alla sedia e che non vogliono cedere quel poco di potere che sono riusciti a conquistare. Allo stesso tempo, però, molto spesso chi fa parte dei Comitati è ormai stanco, demotivato, non ne può più, ha esaurito la spinta positiva dovuta all’entusiasmo iniziale e non vede l’ora di poter tirare i remi in barca.

Le elezioni sono già state rimandate di un anno, a causa del referendum e poi della pandemia. Un secondo rinvio sarebbe davvero incomprensibile agli occhi degli italiani all’estero.

Che vuole fare il Sottosegretario Della Vedova? Sta a lui imporsi. Si porti pure avanti questa benedetta riforma – il MAIE di Ricardo Merlo ha presentato in Parlamento un ddl che rispecchia in tutto e per tutto la proposta del CGIE – ma si voti entro l’anno. C’è ancora tempo, se esiste la volontà politica. Se il Parlamento approverà la riforma bene, altrimenti si vada comunque alle elezioni.

C’è bisogno di energie fresche, di persone che siano non solo serie e competenti, ma anche motivate, ricche di passione e voglia di fare. Vanno coinvolte le nuove generazioni. Altrimenti presto i Comites rimarranno soltanto un bel ricordo dell’emigrazione che fu.