Elezioni Comites, c’è chi dice no – di Ricky Filosa

Elezioni Comites sempre più vicine. In questi giorni in diverse città del mondo tanti italiani all’estero si stanno dando da fare per raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle liste elettorali. Le difficoltà ci sono, e in certi Paesi sono enormi, ma non manca chi ha saputo coinvolgere i connazionali e dunque ha raccolto le firme necessarie senza troppi problemi.  Tuttavia, molti italiani nel mondo, anche fra gli addetti ai lavori, hanno scelto di non presentare alcuna lista e dunque di non partecipare alla kermesse di queste elezioni. Perché?

A nostro modo di vedere, per un motivo in particolare. Non corrono perché sono delusi e stanchi delle istituzioni che ancor di più nel mondo dell’emigrazione mostrano i loro vizi e la loro autoreferenzialità, sono come “uno yogurt scaduto”, per usare un termine che va di moda. E’ un mondo che si riempie la bocca di belle parole, ma in tanti anni non ha saputo produrre altro che chiacchiere. L’abbiamo già detto senza alcun filtro: queste elezioni dei Comites sono l’ennesima presa in giro del governo alle nostre comunità italiane residenti nei cinque continenti.

Qualcuno potrebbe pensare che chi non corre, in realtà, è come la volpe che, non arrivando all’uva, dice che è non è matura. Forse. Ma bisognerebbe chiedersi anche come mai alcune persone o certe associazioni, da tempo protagoniste nel mondo degli italiani all’estero, hanno deciso di non presentare proprie liste a queste elezioni. Penso a Vincenzo Nicosia, per esempio, fondatore e presidente di Sicilia in Europa, associazione alla quale di certo non mancano iscritti e simpatizzanti; lo stesso Nicosia è stato in passato protagonista di tante battaglie, e quando si è trattato di mostrare i muscoli, di radunare connazionali, di fare proselitismo, ha sempre ottenuto buoni risultati. Ne sono testimone diretto.

Penso anche al senatore Claudio Micheloni, presidente dell’associazione Colonie Libere, in Svizzera: anche lui si è tirato fuori, la sua associazione non presenterà le proprie liste in queste elezioni. Credete forse che uno come Micheloni rinunci alla battaglia per paura di non arrivare all’uva? Non prendiamoci in giro.

E che dire di Aldo Di Biagio, senatore del gruppo Per l’Italia, recordman di preferenze personali in Europa alle ultime elezioni politiche, che, a proposito di queste elezioni, fin dall’inizio ha parlato di una “farsa”, e che ha deciso di tirarsi fuori da quella che ha definito una “pagliacciata”?

Tanti errori sono stati commessi a proposito di queste elezioni Comites. Ne abbiamo già parlato, ci ritorneremo, soprattutto quando tutto sarà finito e i numeri parleranno da sé. La verità però è chiara fin da tempi non sospetti: gli italiani nel mondo, non i maneggioni e gli intrallazzatori, non i parenti dei presidenti o dei consiglieri dei Comitati, non gli stipendiati da partiti o sindacati, di Comites e CGIE se ne sbattono altamente. E uno come me, da vent’anni residente oltre confine, tutti i giorni in contatto con tanti connazionali all’estero, non se la sente di criticarli e non rinuncia a ragionare e a porsi interrogativi. Fate lo stesso anche voi.

Twitter @rickyfilosa