Elezioni, caos Pd. Il consiglio di Verdini a Renzi, “voto nel 2018”

Il sindaco di Firenze, Nardella: “Ultimamente parlo molto con il segretario e non mi stupirei se si tirasse fuori dalla corsa a premier, restando alla guida del partito”

Nel Partito Democratico è caos totale. Matteo Renzi fa i capricci. Votiamo a giugno, anzi no. L’ex premier sulle elezioni continua a zigzagare. Un po’ come fa Silvio Berlusconi per quanto riguarda i rapporti con la Lega di Salvini. Alla proposta delle primarie avanzata da Matteo Orfini ieri, la minoranza Pd risponde: “Allora non si puo’ votare a giugno…”. “Non si puo’ fare certo una gazebata come al solito”, sottolinea un bersaniano.

Bersani si e’ limitato a sottolineare che “se non si vuole fare il congresso, si faccia qualcosa che ci mette in condizione di discutere apertamente”.

“Ho letto positivamente l’apertura di ieri fatta dal presidente del partito Matteo Orfini”, ovvero le primarie in caso di elezioni anticipate – ha detto invece Speranza -, “ma la strada maestra resta il congresso”.

Il sindaco Pd di Firenze, Dario Nardella, vicinissimo a Renzi, spiega: “Sono molto preoccupato, vedo uno scontro solo sulle persone e non sulle idee. E alleanze ‘contro’: D’Alema, Emiliano, Rossi, tutti contro Renzi. L’unico elemento delle proposte contro il Pd è essere contro Renzi? Ultimamente parlo molto con il segretario e non mi stupirei se si tirasse fuori dalla corsa a premier, restando alla guida del partito, per vedere davvero cosa c’è dietro questi appelli congressuali: temo niente”.

VERDINI COMPATTA I SUOI Intanto Denis Verdini ieri, in una riunione alla quale hanno preso parte tutti i senatori, e’ riuscito almeno per il momento a far rientrare il malessere che da tempo si manifesta nel gruppo Ala. Ho consigliato a Renzi di evitare il voto a giugno, la responsabilita’ delle urne anticipate ricadrebbe su di lui. Con questo ragionamento, Verdini si è presentato davanti ai suoi parlamentari. Ho un ottimo rapporto con Renzi ma sbaglia se vuole il voto, ha spiegato l’ex coordinatore di Forza Italia.

Il consiglio fornito al segretario dem e’ di evitare di finire in un burrone e aspettare invece il 2018. Dunque gruppo compatto, anche se uno o due senatori restano sempre in uscita. L’appello di Verdini ai suoi e’ stato quello di mantenere la calma, perche’ per ora – questo il ragionamento – c’e’ caos in ogni forza politica. Noi – questa la linea spiegata nella riunione di ieri – dobbiamo essere autonomi, avere le mani libere e far si’ che i nostri voti siano condizionanti.