EDITORIA | Niente contributi, chiude ‘La Gente d’Italia’. CGIE: “Consulteremo il dipartimento editoria”

La notizia "inquieta e pone domande sul futuro dell'informazione in lingua italiana in Uruguay e in tutta l'America latina” commenta in una nota il Consiglio generale degli italiani all’estero

Mimmo Porpiglia, editore e direttore del quotidiano 'La Gente d'Italia'

“La notizia della chiusura del quotidiano ‘La Gente d’Italia’ giunge al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero come un fulmine a ciel sereno ad appena una settimana di distanza dall’incontro in videoconferenza con l’onorevole Andrea Martella, sottosegretario di stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria e al programma di governo, e con i dirigenti del dipartimento informazione e editoria, durante il quale erano emerse buone e rassicuranti prospettive per il rilancio della stampa italiana all’estero”. È quanto si legge in una nota del CGIE, il Consiglio generale degli italiani all’estero.

La notizia “inquieta e pone domande sul futuro dell’informazione in lingua italiana in Uruguay e in tutta l’America latina, visto che oggi con l’uso indistinto degli strumenti tecnologici le notizie sono accessibili anche a migliaia di chilometri di distanza – prosegue il CGIE -. La scomparsa di qualsiasi esperienza editoriale impoverisce l’informazione e mette di fronte alle incertezze lavorative giornalisti e tecnici della carta stampata, professionalità che difficilmente riescono a ricollocarsi nel settore dell’editoria degli italiani all’estero. L’assenza di una pluralità di notizie assoggetta la società al mainstream, riduce gli spazi della democrazia assecondando il pensiero unico e contravvenendo ai principi contenuti nell’articolo 21 della costituzione italiana”.

Secondo quanto si apprende, al quotidiano Gente d’Italia sarebbero stati negati i contributi pubblici. Senza quelle somme, di vitale importanza soprattutto quando si tratta di editoria italiana all’estero, il giornale evidentemente è costretto a chiudere. Il CGIE, “in ottemperanza del dettame legislativo indicato nelle ragioni istitutive è impegnato a garantire la più ampia informazione nelle comunità, condizione essenziale per garantire la maggiore diffusione della cultura e della lingua italiana, consulterà il dipartimento informazione e editoria della presidenza del consiglio per conoscere i motivi alla base di questa decisione drastica e improvvisa”.