Editoria italiana all’estero, accolto Odg Borghese (MAIE): ripristinare la Commissione esaminatrice con CGIE e associazioni di categoria

L’Odg impegna l’esecutivo a valutare di ripristinare “con le modalità più opportune” la Commissione esaminatrice – quella che di fatto approva, o meno, i contributi editoriali - composta, tra gli altri, da rappresentanti del CGIE e delle associazioni di categoria.

On. Mario Borghese, vicepresidente MAIE

Tempi duri per l’editoria italiana all’estero. Lo ha sottolineato anche il Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, in una sua recente dichiarazione pubblica: bisogna fare di più per i giornali italiani nel mondo, che negli ultimi anni stanno soffrendo moltissimo.

Sensibile al grido di dolore degli editori italiani oltre confine, il MAIE ha presentato un ordine del giorno, accolto dal governo, che impegna l’esecutivo a valutare di ripristinare “con le modalità più opportune” la Commissione esaminatrice – quella che di fatto approva, o meno, i contributi editoriali – composta, tra gli altri, da rappresentanti del CGIE e delle associazioni di categoria.

Come giustamente osserva Schiavone, infatti, “fino a quando negli ingranaggi dell’editoria erano presenti i rappresentanti della commissione specifica del CGIE l’intero comparto produttivo all’estero riusciva ad avere interlocutori diretti, capaci di rappresentarlo e di agire a garanzia dell’autonomia e della libertà di espressione e di giudizio sulle attribuzioni dei contributi. Da alcuni anni, purtroppo, le contestazioni o i rilievi alle istanze degli editori non sempre sortiscono adeguate attenzioni risolutive”.

Dunque, vista la situazione e il momento storico che viviamo, l’odg targato MAIE – e firmato dagli onorevoli Borghese, Longo, Tasso e Sangregorio – assume ancora più importanza.

“Il prossimo passo – fa sapere l’On. Mario Borghese, vicepresidente MAIE – sarà quello di presentare alla prima occasione, insieme agli altri eletti all’estero, un decreto legge per fare in modo di ripristinare la Commissione così com’era fino a qualche anno fa – spiega -, formata dunque da persone vicine al mondo dell’emigrazione e dell’editoria, capaci di dare risposte e sciogliere nodi ogni qualvolta se ne presenti la necessità. Come MAIE – conclude – siamo più che sensibili alle richieste di chi opera nel mondo dell’informazione all’estero, perché sappiamo le enormi difficoltà che devono affrontare gli editori per mantenere in vita periodici e riviste che svolgono un ruolo fondamentale nell’informazione rivolta ai nostri connazionali”.