Ecco l’arma letale di Renzi contro l’Isis, 500 euro ai giovani – di Leonardo Cecca

Per quanto riguarda la guerra al terrorismo sembra che solo Puitin abbia le idee chiare e l’onestà di denunciare il traffico di petrolio, gli altri tergiversano, fanno dei distinguo. Renzi nelle sue esternazioni non ha detto nulla di concreto, ha fatto dei distinguo ed ha annunciato la sua arma "letale": la cultura e i 500 € da dare ai diciottenni. Roba da ridere: costui pensa che con la propaganda politica, poiché di questo si tratta, fatta con il denaro dei cittadini, si possa risolvere il pericolo rappresentato dal terrorismo, come se i terroristi fossero una massa di ignoranti.

Con le deplorevoli figure attuali Renzi, oltre a far sembrare un grande statista un mediocre come Holland, ha evidenziato in modo inequivocabile come stia continuando sulla squallida politica internazionale avviata dallo "statista" Napolitano con la guerra in Libia, con il caso dei due Marò, senza parlare del chiacchiericcio sui suoi intrallazzi con personaggi europei per far cadere Berlusconi, chiacchiericcio sul quale non si è voluto far luce. Linea politica che ci ha messo alla berlina di tutti e lo si è costatato con mano sul problema dell’immigrazione.

A questo punto però viene da chiedersi se l’attuale linea non sia dovuta al fatto che lo "statista " fiorentino ha capito che forse il nostro pericolo maggiore è entro i confini nazionali: mi riferisco alla delinquenza impunita, alle persone oneste inquisite poiché si sono difese invece di offrire dolci ai banditi, ad accusati di terrorismo scarcerati per decorrenza dei termini, ad una parte della magistratura politicizzata e/o incapace che la fa da padrona, tanto poi se alla fine si scopre che ha esercitato il proprio potere in modo nefasto non ne risponde, al buonismo tutto a scapito delle persone oneste, mentre comprensione ed attenuanti sono tutte per chi è portato a delinquere.

Tra pochi giorni inizierà l’anno santo e Renzi che ha la poltrona a Roma non si è accorto in che stato è la capitale ma, per gli akkulturati, la colpa è di Berlusconi, di Alemanno e forse anche degli yankies.