Ebola, è allerta mondiale. De Blasio, sindaco New York: ‘siamo pronti’ (VIDEO)

Il virus ebola fa sempre più paura. Al mondo intero. Il nuovo bilancio dell’Organizzazione mondiale della sanità parla di 4.033 morti. I casi accertati in sette Paesi sono 8.399. Numeri che spaventano. Secondo alcuni osservatori siamo di fronte a un virus che potenzialmente potrebbe creare più danni dell’Aids. I vari Paesi si preparano ad affrontare l’emergenza.

Per il 16 ottobre è convocato il summit Ue contro Ebola, tutti i ministri della salute saranno a Bruxelles per fare il punto sulle procedure di controllo messe in atto. Sul tavolo, in particolare, eventuali procedure straordinarie da attivare negli aeroporti.

NEGLI USA “Siamo pronti”, dice Bill de Blasio, sindaco di New York, ai cittadini della Grande Mela, cercando di rassicurarli. "L’idea di essere pronti per qualcosa di così impegnativo non e’ cosa nuova per noi. E’ cio’ che facciamo in quanto newyorkesi”. John F. Kelly, generale degli Stati Uniti, punta il dito contro gli immigranti illegali che dall’Africa Occidentale tentano di entrare negli Usa. Secondo il militare, comandante del ‘US Southern Command’, il virus dell’Ebola potrebbe venire negli Stati Uniti non solo dagli aeroporti, ma dai confini "porosi" con i Paesi del Centro America. Se Ebola si diffondesse all’America Centrale, ciò indurrebbe una nuova ondata di clandestini.

IN ARGENTINA Intanto l’Argentina ha stabilito un warning epidemiologico per l’ebola. Lo ha annunciato il capo di gabinetto del governo, Jorge Capitanich, spiegando che sono state poste in essere le procedure necessarie per rilevare eventuali casi di infezione. "Il ministero della Salute – ha affermato – ha stabilito l’allerta per il virus dell’ebola e le differenti procedure da adottare per identificare i casi". In particolare, le misure di controllo saranno rivolte a chi entra nel paese in aereo, anche se Capitanich ha voluto sottolineare che "l’Argentina non ha voli diretti con i paesi colpiti dal virus o con quelli vicini". "Adottiamo le misure stabilite dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e disponiamo di un sistema di allarme e risposta nazionale che include impiego di personale, di tecnologia e di strutture mediche per il rilevamento e la valutazione di possibili casi di contagio".

IN ITALIA In Italia le regioni che più di altre hanno a che vedere con l’immigrazione proveniente dall’Africa sono quelle meridionali. Per Rosario Crocetta, presidente della Regione siciliana, “non ci sono evidenze scientifiche per dire che l’immigrazione aumenta il rischio di contagio da ebola. Noi ci sentiamo di dire anzi che grazie agli strumenti di prevenzione adottati la Sicilia è meno a rischio di altri". Comunque, “noi vigileremo ulteriormente perché i migranti non restino troppo a lungo nei centri di accoglienza”.

L’assessore alle politiche della salute della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, a proposito del grado di preparazione delle strutture sanitarie territoriali rispetto alla possibile diffusione del virus ebola: “Noi siamo pronti e siamo in contatto con Roma perchè lo Spallanzani è l’ospedale di riferimento che è stato individuato come punto dove tenere in sicurezza le persone. L’allerta è massima". "Non sottovalutiamo nulla, anzi siamo davvero vigili perchè qualsiasi cosa ci deve mettere nelle condizioni di poter mettere in sicurezza tutti”.

CURA SPERIMENTALE PER L’INFERMIERA SPAGNOLA Teresa Romero, l’infermiera contagiata in Spagna, riceverà la cura sperimentale anti-ebola con il farmaco ZMapp, dopo che il servizio sanitario spagnolo è riuscito a ottenere alcune dosi del farmaco. Non ci sono ancora prove scientifiche che dimostrino l’efficacia assoluta del farmaco, prodotto da una piccola azienda statunitense. Almeno un paziente affetto da ebola trattato con ZMapp è deceduto.

Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha effettuato una visita a sorpresa nell’ospedale di Madrid dove è ricoverata Teresa. Il premier ha passato alcune ore nella struttura, parlando con il personale sanitario e ha annunciato che il governo sta istituendo una commissione speciale per impedire il diffondersi della malattia, che si riunirà ogni giorno. Rajoy ha quindi lodato il personale sanitario spagnolo, ricordando che l’Organizzazione mondiale della sanità pensa che "il rischio che questa malattia si diffonda in futuro è molto basso".