Draghi e la questione del gas e dell’energia

Se non ci fosse più il gas russo, molte delle nostre aziende chiuderebbero e tanti posti di lavoro andrebbero perduti. Per questo motivo le parole di Draghi risultano essere veramente azzardate

Mario Draghi

Le parole del premier Mario Draghi sulla scelta tra i condizionatori accesi e la pace sanno di azzardo. Il problema non è il fatto che si debbano tenere i condizionatori accesi o spenti. Il condizionatore acceso o spento è il minore dei mali. Il vero problema è il fatto che senza quel 40% di gas che importiamo dalla Russia rischiamo di tenere bloccate le aziende.

Ci sono settori che sono energivori. Un esempio è quello metallurgico o quello delle ceramiche. Se non ci fosse più il gas russo, molte delle nostre aziende chiuderebbero e tanti posti di lavoro andrebbero perduti. Per questo motivo le parole di Draghi risultano essere veramente azzardate.

Il problema vero non è il dover scegliere tra la pace ed i condizionatori, ma il dover essere realisti. Si vuole rinunciare al gas russo? Se sì, si deve iniziare a pensare da subito ad un’alternativa a quest’ultimo. Dire: “Scegliete tra la pace ed i condizionatori accesi” è tipico di chi fa del populismo, di chi non è a contatto con la realtà di tutti i giorni.

Una frase del genere denota superficialità. Si può scherzare su tantissime cose, ma le vite delle persone sono qualcosa su cui non si può proprio scherzare. Se le aziende chiudessero tante famiglie sarebbero rovinate. Già adesso si vedono i segni una certa politica. Basti guardare le bollette elevate.