Di Maio: “Oltre 6 milioni di italiani nel mondo, una sfida con cui dobbiamo confrontarci”

Per Di Maio “si tratta di favorire l'integrazione degli italiani nei Paesi di riferimento e far rientrare se possibile chi vuole”. E poi: “Servono interventi sulla rete consolare per renderla ancora più funzionale"

Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e capo politico del Movimento 5 Stelle, in audizione in commissione alla Camera sulle linee programmatiche del suo ministero, ha detto: “Sono oltre 6 milioni i residenti italiani all’estero, un milione dei quali è partito negli ultimi dieci anni: questa nuova mobilità rappresenta una sfida con cui dobbiamo confrontarci”.

Per Di Maio “si tratta di favorire l’integrazione degli italiani nei Paesi di riferimento e far rientrare se possibile chi vuole”.

Dunque “continueremo a vigilare che i diritti dei cittadini italiani all’estero vengano rispettati, soprattutto in luoghi interessati da congiunture particolari come quelle della Brexit e del Venezuela. Servono interventi sulla rete consolare per renderla ancora più funzionale”.

Nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite Affari Esteri di Camera e Senato il titolare della Farnesina ha aggiunto: “Dobbiamo promuovere gli strumenti adeguati volti a sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. Le esportazioni nel periodo 2015-2018 sono aumentate di oltre 64 miliardi di euro, per questo nella legge di Bilancio abbiamo confermato il rifinanziamento del piano della promozione straordinaria del Made in Italy”. “Auspichiamo l’aumento dei fondi per l’Ice, l’Agenzia per il commercio estero”.

“Con il riordino delle competenze tra il Maeci e il Mise potremo migliorare i risultati” di diplomazia economica “rafforzando il ruolo di coordinamento della Farnesina dell’insieme di istituzioni italiane che all’estero opera a sostegno delle imprese. Uno sviluppo che farà della Farnesina una piattaforma unica e integrata a sostegno del posizionamento delle imprese italiane nei mercati esteri, e che consentirà di elaborare una visione più organica della nostra politica commerciale. Saranno evitate duplicazioni e rafforzate sia l’efficienza decisionale che l’efficacia della nostra azione a sostegno della crescita”.