Della Vedova, “fumare canne abitudine di massa: giusto legalizzare”

Ora col referendum del 4 dicembre si parla poco della legge sulla cannabis: “Quando sarà compiuto il referendum, spero con la vittoria del “si”, per quel che mi riguarda si riparte e lì vedremo chi ci sta davvero”

Da una parte, negli Usa, la vittoria del conservatore Trump; dall’altra, la vittoria dei referendum nei singoli Stati sulla depenalizzazione della cannabis. Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, commenta: “Queste elezioni sono state un’altra testimonianza della grandezza e della solidità della democrazia americana. Il mio giudizio su Trump non modifica il giudizio sulla democrazia americana, che resta straordinariamente positivo. Se anche Trump dovesse fare quello che ha promesso, che io ritengo negativo, avrà difficoltà a farlo. Gli Stati Uniti sopravvivranno nella loro forza democratica”.

“La mia preoccupazione più forte – prosegue Della Vedova a Radio Cusano Campus – è che questo “vento trumpista” finisca per provocare danni politici molto gravi in Europa. A differenza degli USA, le istituzioni europee, che reputo preziose per il futuro dei cittadini, rischiano di non sopravvivere. I referendum sulla cannabis hanno testimoniato che il “game change” è già avvenuto, soprattutto con il referendum in California. Sono venti mesi che mi sgolo in giro per l’Italia per richiamare elementi di ragionevolezza a pragmatismo a sostegno della campagna “cannabis legale”, spiegando quello che succedeva negli USA che era il Paese più proibizionista del mondo. Continuo a lavorare per far sì che ci sia questo effetto contagio positivo”.

Alcuni politici hanno criticato duramente la serie tv “Rocco Schiavone” con protagonista Marco Giallini, reo di portare in tv un esponente delle forze dell’ordine che fuma spinelli: “Dopo aver saputo della polemica ho visto una puntata. Mi spiace per i colleghi ma la realtà è quella e se qualcuno pensa sia una caricatura della realtà è perché non la conosce nei numeri”.

Quindi esistono esponenti delle forze dell’ordine che usano cannabis? “Assolutamente sì, è una questione statistica. È un’abitudine di massa, è compatibile con una vita sociale, i cui danni sono minori rispetto a sostanze nocive legali come tabacco e alcol ed invece viene lasciata questa abitudine nelle mani della criminalità. Nella serie tv si restituisce un pezzo di realtà, può piacere o no. Anzi, questo fatto dovrebbe aiutare a ricondurre la discussione sulla cannabis per quello che dovrebbe essere, esattamente come fanno negli Stati Uniti”.

Ora col referendum del 4 dicembre si parla poco della legge sulla cannabis: “Quando sarà compiuto il referendum, spero con la vittoria del “si”, per quel che mi riguarda si riparte e lì vedremo chi ci sta davvero”.