Dal Sudamerica all’Europa, servizi consolari insufficienti (quasi) ovunque

Da Rosario, Argentina, a Barcellona, Spagna. E’ sempre lo stesso il tema: una rete consolare che non funziona come dovrebbe. Tanti i connazionali in difficoltà, non riescono ad accedere ai servizi a cui hanno diritto come italiani nel mondo. Fino a quando?

Una rete consolare che fa acqua da tutte le parti, o quasi. Continuano ad essere moltissime le difficoltà dei connazionali all’estero, impossibilitati a ricevere i servizi consolari a cui hanno diritto come italiani nel mondo.

Non c’è solo il Sudamerica, con il caso di Rosario e di altri Consolati: anche in Europa la situazione è drastica.

A Barcellona, per esempio, sono tantissimi i concittadini residenti che segnalano l’impossibilità di ottenere in tempi ragionevoli l’accesso a servizi pubblici essenziali come il rinnovo del passaporto, l’emissione della carta d’identità o l’iscrizione all’AIRE, servizi per i quali bisogna attendere spesso tanti mesi.

E’ una vergogna. E bisogna dirlo senza paura: da quando c’è Mario Draghi a palazzo Chigi tutto è peggiorato. Tutto. Nell’ultima legge di Stabilità nemmeno un centesimo per l’universo dell’emigrazione, rinnovare un passaporto è un incubo, trovare un turno per la richiesta di riconoscimento della cittadinanza nemmeno parlarne. Un disastro.

Per il caso di Barcellona, i parlamentari eletti nella ripartizione estera Europa On. Massimo Ungaro (IV), On. Angela Schirò (PD) e On. Elisa Siragusa (EV), hanno presentato “un’interrogazione al Ministro degli Affari Esteri affinché si intervenga urgentemente per ripristinare un servizio pubblico celere ed efficace per i nostri connazionali residenti a Barcellona, valutando l’invio di nuovo personale e l’allargamento della pianta organica del Consolato”.

Nei giorni scorsi hanno chiesto praticamente la stessa cosa, per quanto riguarda il Consolato generale di Rosario, Mariano Gazzola, CGIE Sudamerica, e Franco Tirelli, presidente del Comites locale, entrambi esponenti del Movimento Associativo Italiani all’Estero: “Personale del consolato e cittadini sono oggetto di una palese discriminazione per quanto riguarda la quantità, la qualità e la frequenza dei servizi consolari”, la loro denuncia.

Attenzione: non tutti i Consolati sono allo sbando. Per fortuna. Anzi, non sono affatto pochi quelli che riescono a offrire servizi puntuali ed efficienti. Tuttavia, il problema esiste, a diverse latitudini. Quale governo avrà la reale volontà politica di porre rimedio una volta per tutte a questa incresciosa situazione?

@rickyfilosa