COVID | Venezuela, la crisi politica blocca l’accesso ai vaccini

Ad oggi, il Venezuela ha ricevuto solo 200 mila dosi del vaccino russo Sputnik-V e 600 mila dosi di quello prodotto dalla cinese Sinopharm

La crisi politica in Venezuela continua a bloccare l’accesso ai vaccini contro il covid-19, oltre quelli forniti da Russia e Cina. Lo stallo e’ frutto della contrapposizione tra il governo di Nicolas Maduro e l’opposizione guidata da Juan Guaido’, che ha portato i paesi che tuttora riconoscono il leader di opposizione come legittimo presidente ad interim, Stati Uniti e Regno Unito tra tutti, a congelare i fondi all’estero di Caracas.

Fondi di cui il governo di Nicolas Maduro ha urgente bisogno per pagare la sua quota all’Organizzazione panamericana della Salute (Ops) e avere accesso ai vaccini messi a disposizione dal meccanismo Covax, dell’Organizzazione mondiale della Sanita’ (Oms).

L’iniziativa, messa in campo per consentire l’accesso ai vaccini anche ai paesi piu’ poveri, ha messo da parte per il Venezuela tra le 1,4 e le 2,4 milioni di dosi, ma il loro sblocco dipende da se e quando il governo di Maduro riuscira’ ad avere accesso ai fondi soggetti a sanzioni. Il tema e’ sul tavolo di una difficile trattativa tra governo e opposizione, in corso da oltre un mese sotto l’egida dell’Ops e dell’Unicef.

Ad oggi, il Venezuela ha ricevuto solo 200 mila dosi del vaccino russo Sputnik-V e 600 mila dosi di quello prodotto dalla cinese Sinopharm, che hanno consentito al paese di avviare la sua campagna vaccinale. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Accademia nazionale di medicina del Venezuela, finora meno del 5 per cento della popolazione e’ stato vaccinato e al ritmo attuale l’immunizzazione della popolazione sara’ raggiunta solo tra due anni.