La ‘fabbrica’ degli organi costruiti in laboratorio diventa sempre piu’ vicina alla realta’: dopo pelle, occhi, trachea e polmoni adesso e’ la volta dell’orecchio. E’ stato tutt’altro che rapido e semplice arrivare a costruire in laboratorio un orecchio umano di dimensioni normali, flessibile e capace di conservare inalterata la sua forma complessa. Ma i ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston hanno fatto un sostanziale passo in avanti in questa direzione e cominciano a vedere all’orizzonte anche una possibile sperimentazione sull’uomo.
Descritto sul Journal of the Royal Society Interface, l’orecchio costruito in laboratorio e’ stato costruito dal gruppo coordinato da Thomas Cervantes, in collaborazione con l’universita’ di Harvard. I ricercatori hanno utilizzato il collagene prelevato da una mucca e cellule di cartilagine di una pecora. Queste ultime sono state ‘coltivate’ facendole aderire a una struttura tridimensionale di sottilissimi fili di titanio stampata in 3D in modo da ricalcare fedelmente la forma complessa dell’esterno dell’orecchio umano. Moltiplicandosi, le cellule sono rimaste aderenti alla struttura di titanio, plasmandosi nella forma dell’orecchio. Il dato incoraggiante e’ che dopo tre mesi l’orecchio ha mantenuto inalterata la sua forma. Il risultato segna un sostanziale passo in avanti rispetto ai primi passi fatti in questa direzione a partire dalla meta’ degli anni ’90. Il protagonista, allora, era stato uno dei pionieri della ricerca sugli organi artificiali, Joseph Vacanti, che lavora tra il Massachusetts General Hospital e l’Universita’ di Harvard.
Era stato Vacanti, che e’ anche fra gli autori della ricerca appena pubblicata, a realizzare il primo orecchio umano in miniatura, che aveva impiantato sul dorso di un topo. Un esperimento che fece discutere e che non porto’ sostanzialmente a risultati positivi. Anche questa volta l’orecchio con l’impalcatura in titanio e’ stato impiantato sul dorso di un ratto e, contrariamente a quanto era accaduto quasi venti anni fa, ha conservato la sua struttura inalterata per tre mesi. Per Cervantes ”e’ la prima dimostrazione di un orecchio umano a grandezza naturale che mantiene ancora la sua forma e la flessibilita’ a distanza di tre mesi”.





























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